Terra Santa, visite di fede e carità

Stampa articolo Stampa articolo

Note dal pellegrinaggio guidato da monsignor Gianfranco Gazzotti

Mattine speciali

Dal 18 al 25 marzo la Terra Santa ha accolto un gruppo di pellegrini reggiani guidati dall’inossidabile monsignor Gianfranco Gazzotti.
Quarantotto persone, che hanno battuto a tappeto i luoghi sacri dalla Galilea, all’antica Samaria, edificata intorno all’880 avanti Cristo, dalla Giudea, con sosta approfondita a Gerusalemme, Vangelo sempre alla mano, e fino a Hebron. Tutti i siti erano aperti al pubblico e visitabili senza difficoltà; anzi – racconta il sacerdote – mai come in questa occasione i nostri hanno trovato, ovunque, moltitudini di persone, con file di più di due ore per accedere alle mete più importanti.
Ma monsignor Gazzotti sa che il mattino ha l’oro in bocca, e a Betlemme è riuscito a condurre il suo gruppo nella grotta della Natività per celebrare la santa Messa dalle 5 alle 5.30. Un regalo del Bambino Gesù, commenta.

La scena si è ripetuta a Gerusalemme: troppo gremito il Santo Sepolcro, dopo la tradizionale Via Crucis, al primo tentativo di approdo. Così dialogando con i frati custodi, don Gianfranco ha ottenuto di tornare la mattina seguente, alle 6.30, per partecipare con loro alla Messa comunitaria, davanti alla tomba vuota: un’emozione che i pellegrini reggiani terranno a lungo impressa nel cuore.

Carità concreta

Il viaggio aveva anche finalità solidali. Monsignor Gazzotti infatti ha portato con sé il frutto della colletta quaresimale “pro Terra Sancta”, per una somma di 5.720 euro.
Segnatamente, all’Ospedale “Fatebenefratelli” di Nazareth, che si prende cura di tutti – cristiani, ebrei, musulmani – svolgendo un servizio “enorme”, sono stati consegnati 1.350 euro; al Patriarcato Latino, nelle mani di padre Pierbattista Pizzaballa, sono stati donati 2.000 euro (mille offerti dalla sezione reggiana dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, mille raccolti dai parrocchiani); all’Istituto “Effetà Paolo VI” di Betlemme – dove le suore accolgono amorevolmente persone sordomute e portatrici di gravi disabilità – sono andati 620 euro; i restanti 1.750 euro sono stati dati alla Crèche, per l’impegno a favore dell’infanzia abbandonata di Betlemme portato avanti da questo Istituto in un modo che anche stavolta ha commosso i partecipanti.

Continua a leggere l’articolo su La Libertà del 17 aprile

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

Lascia un commento