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Tanti giovani per il balletto «Don Chisciotte»

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Da La Libertà del 10 aprile

Il Teatro Ariosto nelle mattine del 27, 28 e 29 marzo ha ospitato, per iniziativa dei Teatri e del Nuovo Balletto Classico, tre spettacoli del balletto “Don Chisciotte” di Minkus con le coreografie di Marinel Stefanescu. Interpreti in palcoscenico una ventina di giovani artisti ballerini.
Ad assistere, studenti delle classi più giovani dai 4 anni in su fino ai maturandi dei diversi licei reggiani e della provincia che hanno potuto ammirare forse per la prima volta un balletto classico.

Il balletto scelto per questa occasione – pur datato 1869 al teatro Marinski di San Pietroburgo, dove ha visto il suo debutto – dava tutte le garanzie per essere uno spettacolo di successo; nella versione più compatta presentata in queste mattine con le coreografie e i costumi di Stefanescu, ha rivelato tutte le sue potenzialità per catturare l’attenzione e il plauso dei giovani d’oggi, delle più diverse età, come si è detto. Ogni ingrediente era azzeccato, dalla musica all’ambientazione storica: una piazza di Barcellona, i personaggi ben descritti con un pizzico di comicità che non guasta, il fedele Sancho Pancha al servizio del cavaliere errante di Cervantes, il ricco Gamache pretendente della giovane Kitri già innamorata del barbiere Basil contro il volere del padre. Un susseguirsi di brillanti danze spagnole sia col tacco che sulle punte come la seguidillia, il fandango, la morena sino al finale dove si è potuto rivedere, incastonato come un prezioso gioiello, l’originale del coreografo francese Petipa: il famoso passo a due del matrimonio.

Nei tre spettacoli mattutini, per dar più possibilità ai giovani danzatori di cimentarsi in uno dei maggiori balletti del repertorio classico, si sono alternati sul palcoscenico diversi cast di interpreti, tra questi nominiamo i principali: nel ruolo di Kitri, Naomi Cozzi e Colette Gasperini, e nel ruolo di Basil, Leonardo Likollari ed Elia Davolio.

Il teatro era sempre gremito: ha visto totalizzare la presenza di quasi 1.300 ragazzi più tutti gli accompagnatori.
è stato bello vedere tanto entusiasmo giovanile per uno spettacolo di balletto classico senza sconti.
Significa che non si deve temere di aprire il teatro ai ragazzi, perché non solo è un’esperienza arricchente per la mente e lo spirito, ma li educa alla bellezza e, a loro, piace.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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