Don Pasquino Borghi, un tappa in Seminario

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Sabato alle 10 convegno con Spreafico e Carrattieri

Sabato 6 aprile alle ore 10, in Seminario a Reggio, si tiene il secondo incontro del cammino storico-ecclesiale promosso dal gruppo di lavoro “Amici di don Pasquino Borghi”, con gli interventi degli storici Sandro Spreafico e Mirco Carrattieri e a seguire la Messa delle ore 12 presieduta da don Daniele Moretto (si veda il programma nella locandina). Di seguito pubblichiamo invece alcune parti dell’intervento che monsignor Giovanni Costi, condirettore del Centro Diocesano Studi Storici, ha tenuto in chiesa a Bibbiano in occasione del precedente incontro, il 2 marzo scorso.

PREMESSA

Locandina

Una riflessione sulla formazione seminaristica e missionaria di Pasquino Borghi (1903-1944) esige, come premessa, una contestualizzazione temporale e locale sugli anni della sua esistenza e sugli ambienti della sua azione ministeriale e sociale.
La molteplicità degli spazi e dei tempi vissuti in famiglia e nella parrocchia di Bibbiano (1903-1915), nel seminario vescovile di Marola (1915-1921), nel seminario urbano di San Rocco e di Albinea (1921-1923), nell’Istituto delle Missioni Africane di Verona (1924-1930), nella sua missione come Comboniano a Kosti, a Isoke e a Torit nel Sudan anglo-egiziano (1930-1938) e, dopo il rientro in Italia a causa della malaria, nell’Abbazia di Farneta di Lucca, come Padre certosino (1938-1939), e, ottenuta incardinazione nella Diocesi di Reggio Emilia, come vice-parroco nella parrocchia di Canolo di Correggio (1940-1943), nella presa di possesso e nell’esercizio di parroco nella parrocchia di Coriano di Villa Minozzo (ottobre 1943-gennaio 1944), hanno messo a contatto don Pasquino Borghi con una pluralità di esperienze nel tempo e nello spazio.

La formazione seminaristica e missionaria di don Pasquino va quindi necessariamente colta, nelle varie esperienze personali, attraverso una convinta adesione agli ideali e progetti nei vari ambienti da lui frequentati e nei tempi in essi vissuti.
Gli anni 1915-1921 e gli anni 1921-1923 presso i due seminari di Marola e di Reggio Emilia configurano i lineamenti umano-ministeriali di don Pasquino, attraverso una vita metodica comunitaria, con l’apporto della preghiera, della scuola e dello studio. Nella vita seminaristica tutto era presieduto dalla scansione giornaliera e annuale di un preciso regolamento di indirizzo disciplinare, a cui era affidato il compito di una maturazione e crescita della persona, attraverso norme impegnative; il regolamento dei seminari aveva riscontri e parallelismi, pur con diversi indirizzi e modalità, con la ratio vitae et studiorum dell’Ordine dei Gesuiti.

A Marola la figura paterna e ieratica del rettore Francesco Macchioni (1858-1934), del vice-rettore Filippo Rabotti (1886-1962), degli insegnanti Daniele Soncini (1857-1923), Luigi Magnani (1872-1938), Virginio Caliceti (1882-1977), trovano in Pasquino Borghi un riferimento obbligato negli anni preziosi della sua formazione adolescenziale, permeando la personalità del ragazzo, alla luce della fede e della cultura. Il passaggio al Seminario di Reggio nel 1921, per i corsi scolastici liceali, trova in Pasquino Borghi un giovane già costruito su una progettualità consistente. L’allora parroco di Bibbiano, Leone Tondelli, domanda al Vescovo per l’ammissione al Seminario urbano del giovane Borghi Pasquino, di anni 18, un sussidio finanziario. La richiesta di don Tondelli viene accolta e Pasquino inizia gli studi nel Seminario della città, dove conoscerà personaggi significativi nella storia della Chiesa e della società reggiana: don Mario Grazioli (del quale don Pasquino diventerà vice parroco nella parrocchia di Canolo negli anni 1940-43), don Umberto Pessina, don Dino Torreggiani. Negli anni di permanenza al Seminario di Reggio (1921-1923), in Pasquino Borghi maturano gli ideali e le decisioni per una sua donazione per un apostolato missionario.

Leggi tutto l’articolo di Giovanni Costi su La Libertà del 3 aprile

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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