Reggio Città Universitaria, il Comune dà l’ok. Via ai lavori di restauro dell’ex seminario

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Il primo lotto entrerà nella fase operativa nelle prossime settimane

La domanda per il restauro e risanamento conservativo del seminario vescovile da destinare a sede universitaria di UniMoRe è stata accolta con parere positivo dal Comune di Reggio Emilia. A questo punto, per iniziare concretamente i lavori, basterà presentare la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) dei rispettivi lotti con i progetti esecutivi conformi ai disegni della valutazione preventiva. Il primo lotto entrerà nella fase operativa nelle prossime settimane.

«È un ulteriore, fondamentale passo avanti che rallegra tutti», dichiara Mauro Severi, presidente del Comitato Reggio Città Universitaria. «Abbiamo stilato una tabella di marcia molto intensa e la stiamo rispettando. Questo accade grazie al contributo di tutti coloro con cui stiamo collaborando. Fino ad oggi il calendario dei lavori è stato rigorosamente rispettato grazie all’impegno della squadra di professionisti guidata dai fratelli Manfredini, figli del progettista dell’immobile originario, Enea Manfredini. È una vera soddisfazione vedere una città che partecipa e che investe seriamente sul proprio futuro».

Fin da ora il Comitato intende raccogliere i fondi per finanziare i lavori anche degli altri lotti, in modo da realizzare da subito ed in tempi brevi l’intero intervento di riqualificazione. Nuove aziende del territorio sono state infatti invitate a sostenere il progetto e parimenti si attende la risposta degli istituti di credito interpellati. Da tutti questi protagonisti il Comitato si attende una risposta positiva a breve giro. La recente adesione da parte di Rcf e di Cna Reggio lascia ben sperare, così come anche la sponsorizzazione di gruppi bancari come la Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Il Vescovo Massimo Camisasca ringrazia «Vigili del Fuoco, Asl, Comune di Reggio e tutti i funzionari che hanno permesso in soli 90 giorni di avere l’esito positivo della domanda. Un grazie va ovviamente anche agli enti e alle aziende che con i loro contributi stanno sostenendo il progetto UniMoRe 2020».

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