«Non abbiate paura» vale oggi

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Nella celebrazione di inizio del suo Pontificato (22 ottobre 1978), Giovanni Paolo II disse (gridò): “Spalancate le porte a Cristo! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la Sua Potestà, non abbiate paura!”. Le porte che il santo papa sollecitava l’uomo ad aprire sono quelle che conducono al cuore dell’uomo. Stesso argomento che sarà poi trattato nella sua prima enciclica “Redemptor hominis” (1979); perché rivolgersi al cuore dell’ uomo? Da sempre questo organo pulsante viene indicato come la sede delle più elevate sensibilità e più forti emozioni che smuovono l’uomo e lo caratterizzano. La fonte dalla quale scaturiscono le più importanti domande riguardo al senso ed al significato da dare alla vita. Le risposte emergenti dovrebbero indurre l’uomo a scegliere solo ciò che è bello, buono, giusto (sant’Agostino insegna) proponendo quindi all’uomo, soprattutto ai giovani, di proclamare la propria umanità non secondo una prospettiva prettamente utilitaristica e scientificamente progettata, ma di concedere spazio, ampio spazio ad una visione della vita stessa che contempli una domanda di fondo da rivolgere a Cristo: “Sei tu il mio redentore?”.

Allora il cuore, se non è miseramente già inaridito, o annichilito, come temeva Giovanni Paolo II, ma certamente non distrutto, saprà ricevere e comprendere il significato della risposta ineffabile che lo avvolgerà e diverrà, per lui, imprescindibile: “Sì, sono io il tuo Redentore”.
Qui sta proprio il fondamento che Giovanni Paolo ha voluto dare alla sua enciclica, che deve appunto guidare l’uomo a vedere in Cristo la risposta vivente che Dio dona all’uomo per tutte le sue attese. Allora il mistero della Redenzione si farà vicino all’uomo assumendo una configurazione a lui prossima e facilmente traducibile. Una prima risposta solenne ed emblematica la rileviamo dall’invito-sollecitazione che Gesù stesso ci rivolge: “Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed io vi ristorerò” (Mt 11, 28).

Leggi tutto l’articolo di Emer Lusvarghi su La Libertà del 27 marzo

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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