Come si salverà il mondo? Con l’amore, diceva Sturzo

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Lo sosteneva Gandhi, il più cristiano degli induisti. E lo ricordava L’Osservatore Romano il 7 febbraio scorso con una pagina intera dedicata all’apostolato sociale di don Luigi Sturzo. Oltre ad avere il coraggio e l’onestà intellettuale di sostenere che negli anni ’20 L’Osservatore Romano e La Civiltà Cattolica non ebbero la stessa capacità di visione di Sturzo nel prevedere il male che il fascismo avrebbe fatto all’Italia, Paganini riporta alcuni brani di un articolo (“Ama il prossimo tuo”) scritto dal sacerdote di Caltagirone nel 1925, quando era già in esilio a Londra.
Prendendo le mosse da un discorso di Mussolini, che legittimava l’uso della violenza per fare il maggior male possibile ai suoi nemici, Sturzo evidenziava come si sarebbero così giustificati in politica comportamenti contrari all’etica. E affermava: “La legge dell’amore, sostenuta da 2.000 anni di civiltà cristiana, può anche essere una legge politica, altrimenti la politica, al lume del Cristianesimo, sarebbe un male. Invece la politica è di per sé un bene, è un atto di amore verso la collettività. Tante volte può anche essere un dovere per il cittadino. Il fare una buona o una cattiva politica dipende dalla rettitudine dell’intenzione, dalla bontà dei fini da raggiungere e dai mezzi onesti che si impiegano. Mai come oggi l’Italia ha sofferto tanto odio, disseminato a piene mani, insieme alla prepotenza delle fazioni e alla teorizzazione del delitto. Si può essere di diverso partito, di diverso sentire e pure amarsi cristianamente. Perché l’amore è innanzitutto giustizia ed equità, è anche eguaglianza, è anche libertà, è rispetto dei diritti altrui, è tolleranza. Tutto ciò è la sintesi etica della vita sociale”.

Leggi tutto l’articolo di Luigi Bottazzi su La Libertà del 27 marzo

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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