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Bellezza della cura e lotta al burnout

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Il burnout dei medici e del personale sanitario è un fenomeno complicato e molto discusso anche se di cosa si parli esattamente non si sa. Spesso lo si descrive come una forma di depressione dovuta alla professione.
Nelle banche dati le segnalazioni sul tema sono decine di migliaia: segno che il tema è molto rilevante.

Il burnout è una sindrome caratterizzata da esaurimento emotivo; il clinico emotivamente esausto è sopraffatto dal lavoro, si sente affaticato, incapace di affrontare le esigenze del lavoro, non in grado di impegnarsi con gli altri.
Il clinico “brucia” e può sviluppare un senso di distacco cinico dal lavoro e arrivare a vedere le persone come oggetti.

Un elemento unificante i vari quadri di burnout è l’insoddisfazione per il lavoro, per come lo si svolge, per dove lo si svolge, con chi lo si svolge.
Quanti sono i professionisti che ne soffrono? Quasi la metà, secondo alcune recenti ricerche, ne è colpito e uno su cinque in forma grave.
Tra le cause il taglio dei finanziamenti alla spesa pubblica, l’austerità combinata con l’aumento della domanda e di prestazioni, il cambiamento demografico dei pazienti, l’immigrazione e il parallelo invecchiamento del personale per via del ridotto turn-over; se poi si aggiungono la maggiore attenzione per le procedure, il contingentamento del tempo dell’operatività dell’assistenza, il crescente rischio di denunce e penalità… tutto si traduce in una diminuzione della motivazione e di empatia nelle interazioni con i pazienti.
Lo stato del burnout dei medici è motivo di preoccupazione crescente, le agenzie sanitarie più accreditate come la AHRQ lo pongono tra le emrgenze.

Leggi tutto l’articolo di Umberto Nizzoli su La Libertà del 27 marzo

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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