Il Papa: «Con il diavolo non si dialoga»

Stampa articolo Stampa articolo

N prima domenica di Quaresima la liturgia, con Luca, ci ricorda le tre tentazioni, le “tre strade che il mondo sempre propone promettendo grandi successi, tre strade per ingannarci”, dice Papa Francesco all’Angelus, prima di raggiungere, assieme alla Curia romana, la Casa Divin Maestro di Ariccia per i tradizionali esercizi spirituali. Le tre tentazioni sono: “L’avidità di possesso, la gloria umana, la strumentalizzazione di Dio”.
Quaresima, quaranta giorni per ricordare il tempo trascorso da Gesù nel deserto; quaranta come gli anni che Noè passò nell’Arca, come il tempo trascorso nel deserto da Mosè con il suo popolo. È come un lungo ritiro, la Quaresima, un tempo, ricordava Papa Benedetto, “di ‘agonismo’ spirituale da vivere insieme con Gesù, non con orgoglio e presunzione, ma usando le armi della fede, cioè la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e la penitenza”.
Mercoledì delle ceneri ci ricorda che la vita di ognuno di noi è come quel pizzico di cenere che abbiamo ricevuto sulla testa; polvere è il nostro orgoglio, il desiderio di prevalere, il nostro sentirci tranquilli, il potere. Nella prima domenica di Quaresima facciamo, dunque, memoria di quei quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto, digiunando.

Si potrebbe dire, cosa c’entra il digiuno, il cibo, con i problemi etici, politici, religiosi del nostro tempo? Con la crisi economica che stiamo attraversando, con le difficoltà di un dialogo che, a più livelli, sembra dimenticare l’altro, i suoi diritti, a volte la sua stessa dignità? Cosa c’entra il deserto, quel restare isolato dal mondo, esposto alla fame, alla sete? La risposta è proprio in questo tempo che siamo chiamati a vivere, “tempo privilegiato per purificarci, per sperimentare la consolante presenza di Dio nella nostra vita”. Tempo da vivere con lo sguardo fisso alle nostre relazioni con Dio, gli altri, il creato.

Continua a leggere tutto l’articolo di Fabio Zavattaro su La Libertà del 20 marzo

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

Lascia un commento