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Famiglia e cura con A.V.D.

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L’associazione compie 25 anni e prepara un congresso a Correggio

In questo articolo Giovanna Bacchini Saccani racconta la storia dell’A.V.D. – Associazione Volontari assistenza Domiciliare onlus di Reggio Emilia. L’associazione organizza il 16° Congresso nazionale dei Gruppi di Auto Mutuo Aiuto per le persone in lutto dal titolo “Il valore, l’energia e la speranza di un cammino condiviso” che si terrà a Correggio, negli spazi dell’Hotel President (via Don Minzoni 61) dal 29 al 31 marzo. La prossima settimana pubblicheremo il programma. Per informazioni e per partecipare si può in ogni caso consultare il sito www.avdreggioemilia.org oppure scrivere all’indirizzo e-mail avd-re@libero.it o telefonare ai numeri 349.3505101 oppure 329.6458501.

Eravamo sette persone molto motivate ed anche un po’ impaurite quel giorno davanti al notaio a firmare l’atto costitutivo e lo statuto che ci avrebbe consentito di intraprendere un cammino di vicinanza alle persone che affrontano la fase più delicata della loro esistenza e alle loro famiglie.
Tutto era partito qualche anno prima quando mio marito, il dottor Denis Saccani, medico di famiglia a Castelnovo di Sotto e pediatra, decise di approfondire le sue conoscenze sulla terapia dei sintomi per accompagnare i suoi pazienti a domicilio fino alla fine garantendo qualità di vita. Nel 1989 partecipò al 1° Corso di Cure Palliative nazionale che si tenne a Varenna sul lago di Como.

Ci volle molto tempo a comprendere (e forse ancora non tutti hanno capito) che il termine Palliativo non è riduttivo, non indica qualcosa di serie B che serve a poco e niente, ma è una Medicina che offre la possibilità innanzitutto di tenere sotto controllo tutti i sintomi che possono affliggere la persona malata (principalmente il dolore ma non solo) in modo tale che possa affrontare più serenamente le sue giornate, ma anche di avere una visione olistica della persona nel suo complesso. Una cura individuale per il Malato e per la sua Famiglia, nel rispetto di alcuni principi fondamentali: tutela della dignità e dell’autonomia del malato, senza alcuna discriminazione attraverso un adeguato e sapiente supporto clinico e sostegno socio-assistenziale.
Tutelare la dignità e la qualità della vita della persona affetta da patologia inguaribile significa pertanto rispondere ad esigenze complesse che attengono alla sfera sanitaria ma anche ad un forte bisogno di relazione, solidarietà, inclusione, assistenza spirituale.

I racconti di quell’esperienza di formazione così intensa che mio marito stava facendo mi coinvolsero profondamente e, grazie ad alcune circostanze che si presentarono, ci spinsero a dar vita ad un’associazione di volontariato con l’intento di non lasciar sole le persone nella quotidianità ad affrontare questi percorsi complicati.
Ricordo esattamente le parole del dottor Saccani: “è necessario che qualcuno rimanga con loro quando io o le infermiere ce ne andiamo, qualcuno che si sieda e li ascolti”. Nessuna équipe di professionisti, per quanto preparata, può rispondere da sola a tutti i bisogni caratteristici delle cure palliative, soprattutto quelli relazionali ai quali può rispondere solo un volontariato organizzato e competente.

Ci preparammo organizzando un corso di formazione presso l’Ordine dei Medici di Reggio attingendo conoscenze dalle poche esperienze che allora esistevano a livello nazionale, quasi tutte concentrate a Milano, e piano piano abbiamo avuto l’opportunità di scoprire un universo nuovo fatto di dolore ma che offre l’opportunità di instaurare relazioni profonde, intime, pulite, basate sulle cose essenziali, relazioni in cui tutte le falsità, l’apparire… crollano e rimane l’essere con le sue paure e fragilità, ma con la grande opportunità di fare un cammino interiore importante. Devo dire che, oltre alla mia famiglia, la cosa più bella che mi sia capitata è proprio questa esperienza.

Leggi tutto l’articolo di Giovanna Bacchini Saccani su La Libertà del 20 marzo

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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