L’importanza di incontrare un padre

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Don Epicoco a San Martino in Rio ospite del Circolo culturale «Maritain»

Il 7 marzo scorso il Circolo culturale J. Maritain di San Martino in Rio ha avuto il piacere di ospitare don Luigi Maria Epicoco, un sacerdote che ha il dono di arrivare al cuore delle persone e di far risvegliare quel desiderio di felicità e di pienezza che tutti ci portiamo dentro, utilizzando quello strumento potentissimo che è la Parola di Dio. Il tema della serata prende spunto da uno dei suoi ultimi libri “Telemaco non si sbagliava, o del perché la giovinezza non è una malattia”, ed è centrato sul rapporto di paternità e figliolanza. Partendo dalla figura di Telemaco, il figlio di Ulisse, che attende il ritorno del padre che non ha mai conosciuto, don Epicoco ha poi approfondito alcuni rapporti tra padri e figli presenti nella Bibbia, fino ad arrivare a Gesù. Riportiamo alcuni frammenti della conferenza che è possibile ascoltare per intero su Youtube (https://www.youtube.com/watch?v=xMbPFh-4Dss&t=2356s).

“Noi viviamo in periodo particolare della nostra storia, un periodo che definiamo di crisi. Spesso pensiamo che la crisi sia dovuta alle banche, al lavoro che manca, alla politica che non funziona. Siamo convinti che se c’è una crisi, è una crisi sociale, politica, economica. A me sembra invece che la radice di questa crisi sia da cercare altrove. Incontro tante persone che sono eternamente indecise, angosciate dai problemi e dalla vita, come se mancasse qualcosa di significativo nella loro esistenza. Questa cosa significativa che manca è che negli ultimi decenni si è eclissata la figura paterna, non c’è più un padre. Sto dicendo la parola ‘padre’ ma non pensate subito alla genitorialità: tu puoi incontrare un padre e una madre anche al di là dei genitori. Le esperienze della paternità e della maternità sono più grandi e travalicano l’esperienza biologica dell’uomo. Incontrare un padre significa incontrare qualcuno che prende la tua vita e la spinge verso un significato. Dove c’è un padre, la vita germoglia”.

“Gesù venendo al mondo ci ha detto che la cosa più interessante della sua vita è la sua relazione con il Padre. Tutto l’annuncio di Gesù è insegnarci a riconoscere in Dio, non semplicemente il Creatore, ma un padre a cui ti puoi rivolgere, così come un bambino si rivolge a suo padre: con la parola Abbà! Papino! È sconvolgente questo se ci pensate! L’annuncio di Gesù, è l’annuncio di un padre: «Chi vede me, vede il Padre! – Sono venuto a rivelare il Padre! – A farvi conoscere il Padre – Nessuno può conoscere il Padre se non il figlio». Poniamoci questa domanda: perché Gesù è il salvatore? Perché attraverso Gesù noi abbiamo scoperto il Padre, di cui tutti gli altri padri sono semplicemente il simbolo. Perché chi è Dio se non colui che riempie di significato la nostra vita?! Uno può dire di avere incontrato Dio, non quando ha scoperto che Egli è creatore, ma quando ha scoperto che Egli è padre! Cioè quando ha scoperto in questa relazione, qualcosa che gli ha cambiato la vita, che gli ha dato gusto, che gli ha dato senso. Per spiegare cos’è davvero la paternità e come declinare la paternità dentro la nostra vita, seguiamo tre parole, che sono come tre tappe di un cammino di approfondimento”.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Valeria Manfredini su La Libertà del 20 marzo

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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