L’Accademia della Cucina rende omaggio a Mario Soldati

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Primo giornalista enogastronomico del Novecento interprete, attraverso il cibo, delle diverse culture del territorio 

L’Accademia Italiana della Cucina, con le delegazioni di Reggio Emilia, guidata da Anna Marmiroli, e di Mantova, guidata da Omero Araldi, ha reso omaggio allo scrittore, regista e giornalista del Novecento Mario Soldati, considerato il padre del turismo enogastronomico italiano.

Accanto alla passione per la regia – suoi alcuni indimenticabili film, come “Piccolo mondo antico” del 1941 con la giovanissima Alida Valli, o “La donna del fiume” interpretato da Sophia Loren al suo esordio – Soldati affianca l’amore per la scrittura descrittiva e la narrazione dei luoghi attraverso l’esperienza e la memoria degli uomini e delle donne interpreti di un territorio, della sua storia e del suo paesaggio.

É durante le riprese de “La donna del fiume” che si innamora delle terre del Po e, nel 1956, la neonata Rai gli affida il compito di dare voce e dignità culturale e sociale agli abitanti dei paesi vicini al Grande Fiume. Viaggiatore sensibile e curioso, Soldati inventa il “reportage enogastronomico” in cui il cibo e il vino rappresentano solo una chiave di lettura per comprendere il territorio e i suoi abitanti, che lui coglie nelle tradizioni della quotidianità, per trasmettere al grande pubblico la vera identità degli italiani. La sua inchiesta televisiva “Viaggio lungo la Valle del Po”, di cui è anche regista e conduttore, ancora oggi è una delle trasmissioni più fortunate della televisione italiana ed è considerata un documento d’importanza antropologica.

A bordo di un piccolo furgone vergato con il vecchio logo Rai, accompagnato solo da un cineoperatore (allora si chiamavano così), Soldati percorre chilometri di strade nella bassa padana, attraversa i piccoli comuni rurali, incontra i contadini, i braccianti, i pescatori, entra nelle loro case e prende parte ai riti delle loro vite quotidiane.

In questo lungo viaggio, nel 1957 arriva anche a Novellara, dove si imbatte casualmente in un matrimonio, quando ancora si festeggiavano in casa, con le pietanze semplici preparate dalle rezdore della famiglia. Il filmato, con splendide immagini in bianco e nero arrivato dagli archivi storici della Rai, è stato trasmesso durante il conviviale, a cui hanno partecipato oltre ottanta accademici, tra cui alcuni parenti di quella giovane coppia di sposi del 1957, resi immortali dalle immagini di Soldati mentre festeggiavano nella loro casa il giorno più bello della loro giovinezza. La stessa casa in cui nacque anche l’imprenditore Aimone Storchi, simposiarca accademico del conviviale culturale celebrato al ristorante La Pinta di San Bernardino di Novellara, a cui hanno partecipato Auretta Moresi, accademica di Mantova e giornalista di Bell’Italia, e la signora Cristina Marenghi, moglie di Franco Marenghi, storico presidente dell’Accademia a cui è intitolato l’importante Centro Studi dell’istituzione, straordinario osservatorio su tutto ciò che il panorama della cultura italiana, non solo gastronomica, presenta.

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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