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Imprese reggiane verso il dopo Brexit: quali scenari?

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Mentre si fa più concreta la possibilità di una Brexit senza accordo (il tempo scadrà il 29 marzo), la Camera di Commercio e l’Ufficio delle Dogane di Reggio Emilia passano al vaglio la situazione che si potrebbe determinare negli scambi tra l’economia reggiana e quella del Regno Unito.

E’ questo il senso dell’incontro organizzato congiuntamente per martedì 12 marzo, alle ore 9,30, nella sala convegni della Camera di Commercio, dove si parlerà di “Brexit: scenari possibili e conseguenze per le aziende”.

Un approfondimento sicuramente importante alla luce dei dati dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia, che dicono che la Gran Bretagna vale, per l’Italia, oltre 23 miliardi di euro e, per le imprese reggiane, circa 690 milioni di euro, il 6,7%% dell’intero valore degli scambi con l’estero (oltre 10,3 miliardi). Il Regno Unito è il quarto acquirente di merci “made in Reggio Emilia”, e nel 2017 le esportazioni di prodotti reggiani oltre Manica sono cresciute del 4,1%, mentre nei primi nove mesi del 2018 sono passate da 521 milioni del periodo gennaio-settembre 2017 a 535 milioni (+2,7%).

Il settore trainate è innanzitutto quello del tessile-abbigliamento che, a fine settembre dell’anno passato, aveva già superato i 176 milioni e nel 2017 aveva raggiunto i 245,5 milioni con una crescita annua del 5,5%.

A seguire, per importanza, il comparto della metalmeccanica con 232 milioni nel 2017 (+2,2% annuo), l’agroalimentare con 93 milioni (+11%), il settore elettrico-elettronico con più di 53 milioni e il ceramico 43 milioni di euro.

Per informazioni: Ufficio Contributi e Internazionalizzazione CCIAA di Reggio Emilia

(tel. 0522 796511/528 – e-mail: promozione@re.camcom.it ).

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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