Noi e l’Albania: donne, ospiti e volti in cui si incarna il Vangelo

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Ecco il tema della Giornata Missionaria Diocesana di quest’anno che noi cercheremo di vivere dall’Albania: la gioia della missione.
Portare il Vangelo è sicuramente meraviglioso, ma siamo convinte che la vera gioia della Missione è ricevere l’annuncio del Vangelo. Esatto, ricevere l’annuncio, più che trasmetterlo!
Infatti, si pensa che la Missione sia un’esperienza “attiva”, improntata sul fare, intenta a portare qualcosa di più, qualcosa di nuovo in luoghi dove non c’è.
Le ultime esperienze vissute ci hanno invece insegnato che la Missione ha anche un’impronta più “passiva”, legata al ricevere qualcosa da un mondo, una cultura e da idee differenti dalla tua: è appunto questo che vuol dire ricevere il Vangelo proprio dalle persone a cui vorresti annunciarlo.

La gioia della missione per noi è poter vivere e vedere il Vangelo attraverso qualcun altro, incarnato in qualcun altro.
Qui a Vau-Dejes in Casa di Carità abbiamo vissuto il Vangelo grazie a moltissime persone.

Un primo pensiero va alle donne del gruppo di preghiera “Legio Mariae” (Legione di Maria) che si alternano ogni mattina nella cura degli ospiti e nello svolgere tutto ciò di cui c’è bisogno in Casa. Questo è quello che effettivamente vediamo, ma sappiamo bene che ciascuna di queste donne, per poter compiere anche solo un’ora di servizio, ha dovuto chiedere il permesso in famiglia, svegliarsi molto presto per poter fare tutti i lavori di casa e presentarsi qui puntuali alle 7 di mattina. Quante donne vengono con addosso ancora i vestiti sporchi dei lavori già fatti in campagna e quante altre arrivano con alle spalle già 2 o 3 ore di impegni domestici! E vengono per servire questi piccoli che non sono neanche loro familiari (cosa impensabile qui in Albania), ma che considerano ugualmente importanti.

Leggi tutto l’articolo su La Libertà del 6 marzo

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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