Con il Gaom in aiuto al popolo etiope

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Diario di viaggio del pediatra Gian Luca Marconi tra i piccoli denutriti

Sono rientrato con il Gaom (Gruppo Amici Ospedali Missionari) dall’Etiopia da una settimana. Respiro e vivo ancora la serenità, la pazienza, la capacità d’ascolto, l’accoglienza, la carità che questa esperienza mi ha dato.
Certo il dolore, la sofferenza, la malattia, il degrado morale e civile e l’impotenza… sono state emozioni e realtà difficili come sempre da affrontare e il ritorno al nostro mondo è sempre traumatico.

Ho prestato la mia opera di pediatra presso l’ambulatorio medico delle Suore dei Lebbrosi di De Foucault, dove ogni mattina arrivavano i bambini con le loro mamme, gli ultimi, i più poveri della città di Shashemane e dintorni, che per arrivare alla missione fanno anche 50 – 100 km a piedi o con mezzi di fortuna.
Le suore ne seguono circa 450. Un cartellino, ricavato dalle scatole dei farmaci – nulla viene gettato – segna il numero di riconoscimento ed il nome del bambino: durante la mia presenza era arrivato a 443.

Al loro arrivo i piccoli, con addosso qualche straccio e ricoperti di terra o, purtroppo, di scabbia e altre infestazioni parassitarie, venivano lavati con acqua e sapone dalle mamme con l’aiuto delle suore e delle loro aiutanti, poi una volta asciutti, se i loro vestiti erano solo ormai pezze, venivano cambiati e rivestiti.
I più malati, circa una ventina ogni mattina, arrivavano nel mio ambulatorio e venivano visitati, poi tutti a mangiare un buon pasto con pane, frutta, pappe a base di tef o farina di mais e frumento. Quindi polivitaminici naturali, mango, papaya, casimiro, ananas ed altro, tutto preparato dalle “sisters”. Questo è l’unico pasto vero della giornata e ne rifaranno un altro completo solo quando torneranno.

Nell’ambulatorio anche quest’anno purtroppo ho visitato bambini denutriti, malnutriti con tbc, aids, ustioni e tante altre malattie; molti hanno febbre, tosse perché, mentre durante il giorno la temperatura arriva anche a 31/32 C°, di notte lo sbalzo termico – dato anche dall’altitudine di 1.800/2.000 metri – abbassa la temperatura a 8/9 C° e i bambini hanno addosso veramente due stracci. Alcuni si avvicinano al fuoco per scaldarsi e nella notte rotolano tra le braci.
Abbiamo portato e dovuto somministrare tantissime medicine: antibiotici, antiinfiammatori, cortisonici, antipiretici, anti parassitari e disinfettanti intestinali, integratori vitaminici (grande carenza di vitamina D), ferro, creme antibiotiche, antistaminici…

Continua a leggere tutto l’articolo di Gian Luca Marconi su La Libertà del 6 marzo

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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