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La luce di don Pasquino Borghi, «partigiano della carità»

Settantacinque anni dopo la fucilazione di don Pasquino Borghi, inizia un cammino rinnovato alla scoperta di questa figura straordinaria di sacerdote, missionario, monaco certosino, parroco, resistente e infine martire. Merito di un gruppo piuttosto nutrito di “Amici”, che hanno pensato un itinerario in cinque tappe per estendere la riflessione, unendo i fatti storici al senso ecclesiale e allo spirito dei luoghi in cui sono accaduti, recandosi pertanto sul posto.

In quest’ottica, il primo passo si muove la mattina di sabato 2 marzo a Bibbiano, nella chiesa parrocchiale della terra natia dove don Pasquino, prete novello, celebrò la Messa il 6 luglio 1930 ricordando il padre morto un anno prima. Ad accogliere i partecipanti è il parroco di oggi, don Wojciech Darmetko, che al termine dell’incontro farà recitare la preghiera per i sacerdoti composta dal Movimento Contemplativo Missionario “Charles de Foucauld”.
Anche il sindaco Andrea Carletti porta il saluto della comunità di Bibbiano, esortando a trasformare le occasioni di memoria, quali quella odierna, in responsabilità civile diretta a (ri)affermare oggi i valori sanciti dalla Costituzione repubblicana.

Nella sua introduzione Fiorella Ferrarini, coordinatrice degli “Amici di don Pasquino Borghi” e moderatrice della mattinata, cita lo storico Sandro Spreafico, seduto tra i banchi della chiesa, quando scrive che commemorare non significa ricordare con parole commosse, ma è capire e quindi accettare una realtà, contraendo nel contempo un impegno verso le nuove generazioni.
In tanti si sono cimentati con la figura di don Pasquino, a partire da Orio Vergalli, già sindaco di Bibbiano, per rimanere in zona. L’ha appena fatto Luciano Rondanini, esperto del mondo della scuola, pubblicando per i tipi di “Consulta” un libro che presenta un’apprezzabile facilità di lettura – proprio per essere meglio consegnato agli studenti del 2019, dalle elementari in su – e un titolo che di fatto è stato scelto da Orsola Del Rio, la madre di don Pasquino: fu lei a definire “Partigiano della carità” quel figlio che ha fatto della sua vita un dono fino al sacrificio totale.

Attorno al volume fresco di stampa dialoga con l’autore Albertina Soliani, presidente dell’Istituto “Alcide Cervi”: “Abbiamo bisogno di testimoni come don Pasquino Borghi”, esordisce, per poi risalire subito all’origine della nuova ricerca letteraria.

Continua a leggere l’articolo di Edoardo Tincani su La Libertà del 6 marzo

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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