I giorni della metalmeccanica

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Il Gruppo Metalmeccanico di Unindustria Reggio Emilia – che rappresenta 410 aziende per un totale di 26.500 addetti – partecipa all’iniziativa nazionale di Federmeccanica “I giorni della metalmeccanica”.
Come di consueto, ogni tre mesi vengono illustrati i dati a livello territoriale e nazionale, oltre al quadro congiunturale di settore e presentate le istanze del settore.
In questa edizione vengono presentati i consuntivi quarto trimestre 2018 e le previsioni primo trimestre 2019.

Quadro congiunturale settore metalmeccanico
Livello nazionale
Il settore manifatturiero registra purtroppo una situazione a cavallo tra stagnazione e recessione: per quattro trimestri consecutivi la Produzione Industriale è stata infatti negativa.
Nel settore metalmeccanico solo gli ultimi due trimestri sono risultati negativi.
Il rallentamento dell’economia globale, gli esiti dei rapporti commerciali tra Stati Uniti e Cina, la frenata della produzione in Germania e le incognite sulla conclusione della Brexit sono tutti fattori che generano incertezza e possono spingere verso una preoccupante recessione.
A questo si aggiunge l’instabilità interna che rende il contesto economico ancora più complesso.
I Paesi con un alto debito come il nostro (e in una situazione di instabilità) sono maggiormente esposti a rischi quando le condizioni esterne si deteriorano.
Il quadro dell’industria metalmeccanica e meccatronica nel nostro Paese è molto variegato: a fronte di settori (e territori) con volumi che tengono, ci sono settori (e territori) che già si trovano in una fase di stagnazione o recessione.

Livello locale
La produzione industriale del settore metalmeccanico reggiano ha registrato nel quarto trimestre 2018 dati migliori rispetto al quadro nazionale, in quanto è tornata a crescere, recuperando la flessione registrata nel trimestre precedente. Anche il fatturato dell’industria segna un aumento nel trimestre.
Il risultato, seppur positivo, si colloca in un contesto nazionale ed europeo caratterizzato da un forte raffreddamento della crescita.
Sul fronte degli ordinativi si registra un’inversione della dinamica vista negli ultimi anni, con una crescita più sostenuta degli ordini provenienti dal mercato interno rispetto a quelli esteri. Il saldo occupazionale è comunque risultato positivo.
Le aspettative delle imprese metalmeccaniche sul primo trimestre 2019 sono invece in peggioramento.
Il raffreddamento della congiuntura europea e nazionale, le tensioni USA-Cina, i timori delle conseguenze di una hard Brexit rendono più prudenti le imprese nelle previsioni per il 2019 e il crescente clima di incertezza non aiuta le scelte degli investimenti.
L’incertezza politica di questi mesi frena la propensione agli investimenti delle imprese, contribuendo a bloccare il percorso di crescita avviatosi nel 2017. Misure quali il reddito di cittadinanza rischiano di far crescere l’assistenzialismo mentre un intervento sul cuneo fiscale avrebbe potuto, da un lato, sostenere il potere di acquisto dei lavoratori dipendenti e quindi la domanda interna, dall’altro, la competitività delle imprese favorendo la creazione di nuova occupazione.

Il peso della Metalmeccanica
Livello nazionale
Nel Paese ci sono più di 100 mila imprese metalmeccaniche che occupano più di 1.600.000 lavoratori.
Il nostro settore è il più importante in Italia e si colloca in Europa in seconda posizione alle spalle della sola Germania. L’industria metalmeccanica con circa 120 miliardi di valore aggiunto contribuisce per l’8% alla formazione della ricchezza nazionale misurata con il PIL. Con circa 216 miliardi di euro rappresenta circa il 50% delle esportazioni complessive del paese, generando un attivo dell’interscambio pari ad oltre 50 miliardi di euro.
Livello locale
Con quasi 5 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2018, la metalmeccanica rappresenta circa il 61% delle esportazioni complessive della provincia di Reggio Emilia, generando un attivo dell’interscambio pari a circa 3,2 miliardi di euro. Nel periodo gennaio-ottobre 2018 l’export metalmeccanico è cresciuto del 6,8% a fronte di un incremento medio dell’export provinciale del 3,7% (n.b. ultimi dati disponibili).

Sostenere la Metalmeccanica, motore del Paese con un fondamentale ruolo sociale
Come sostenere la meccanica
Preservare la metalmeccanica e stimolare la sua crescita deve essere la priorità per la politica nazionale e locale, nell’interesse generale. Bisogna puntare di “Più” sulla Metalmeccanica, vero motore del Paese, spina dorsale della nostra economia. Nel nostro Paese le politiche industriali devono contemplare sinergie tra centro e periferia e anche la convergenza di politiche economiche, dell’istruzione e del lavoro.
Quindi le istituzioni nazionali e locali devono operare in maniera coordinata per:
– sostenere gli investimenti privati produttivi, in tecnologia e innovazione e gli investimenti pubblici (infrastrutture)
– creare sistemi educativi che consentano di rispondere ai fabbisogni delle imprese di oggi e di domani
– abbattere la burocrazia che, secondo il World Economic Forum, è al primo posto tra i fattori problematici per fare Impresa in Italia
– avere un mercato del lavoro flessibile (in entrata e in uscita) per consentire alle aziende di adattarsi ai cambiamenti e inclusivo (che rafforzi le tutele sociali con le politiche attive) con anche una sostanziale riduzione del costo del lavoro

Il ruolo sociale delle imprese meccaniche
Le nostre imprese del settore metalmeccanico svolgono una funzione decisiva in ambito economico ma hanno anche un fondamentale ruolo sociale.
Citiamo solo alcuni esempi:
– i rapporti con le istituzioni educative (scuole e università) sono da tempo diventati parte integrante dei processi di integrazione nel territorio e di sviluppo delle comunità locali;
– Federmeccanica ha lanciato il progetto pilota di alternanza scuola-lavoro Traineeship che ha visto la partecipazione di 50 scuole e più di 100 aziende partner in tutta Italia: un’alternanza di qualità basata sulla collaborazione tra scuola e impresa sia nella progettazione che nella valutazione;
– Federmeccanica ha lanciato un progetto sull’educazione all’imprenditoria e di orientamento allo studio delle materie STEM Eureka funziona! ormai giunto alla settima edizione destinato ai bambini delle scuole elementari chiamati a progettare e costruire giochi in piccoli gruppi. Un modo per far emergere valori e attitudini come lo spirito di squadra, la creatività, il saper fare. Nell’ultima edizione sono stati coinvolti 41 territori e 15 mila bambini in tutta Italia.
– grazie anche all’innovativo contratto collettivo nazionale di settore, si sono diffusi tra le aziende del territorio progetti di welfare sempre più evoluti, grazie ai quali è stato possibile, non solo creare un virtuoso collegamento tra il lavoro e la vita privata ma anche tra le aziende e il territorio, generando valore aggiunto per effetto del rilevante impatto sociale e della ricaduta sull’economia reale locale;
– sempre nell’ambito del CCNL 26 novembre 2016 per l’industria metalmeccanica, sono stati pensati nuovi strumenti di indirizzo e orientamento per favorire la diffusione nelle imprese della cultura della sicurezza sul lavoro, partendo dalla diffusione e conoscenza delle buone pratiche;
– Federmeccanica è inoltre da tempo impegnata per diffondere una cultura inclusiva che affermi e riconosca il ruolo delle donne; ci sono ancora molti stereotipi nell’opinione pubblica sulle nostre aziende e troppo spesso sono considerate ambienti non adatti alle donne. E’ stata creata “Fabbrica4D” che oggi collega quasi 900 donne in tutta Italia tra studentesse, lavoratrici manager e imprenditrici. Un impegno comune per sfatare luoghi comuni. Creare una rete tra chi opera in azienda, chi studia e la società civile e condividere, diffondere modelli di successo è di fondamentale importanza per il superamento degli stereotipi esistenti.

Più alternanza e più formazione
Alternanza scuola lavoro
Come sapete, nei mesi scorsi Federmeccanica ha lanciato sulla piattaforma online change.org la petizione “Più alternanza. Più formazione.” A nulla purtroppo sono valse le oltre 22mila firme raccolte da Federmeccanica per evitarne la riduzione del monte ore dei percorsi di alternanza scuola-lavoro. La Legge di Bilancio è purtroppo intervenuta in modo drastico, cancellando il nome di questi percorsi (sostituito da “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”), riducendo le ore di alternanza scuola lavoro (portandole a 150 ore) nonché dimezzando le risorse assegnate alle scuole. Il dimezzamento del monte ore dei percorsi di alternanza depotenzia drasticamente lo strumento con il rischio concreto che percorsi di così breve durata non consentano agli studenti di fare un’esperienza efficace.
Per comprendere le nuove tecnologie non bastano poche visite aziendali.
Fatta e disfatta la legge, rimane inalterata la necessità di fare incontrare gli studenti con le imprese.
Abbiamo quindi assistito a un brusco passo indietro rispetto all’introduzione di un metodo in grado di favorire un rinnovamento della didattica e della formazione, affinché mondo della scuola e mondo del lavoro trovino un linguaggio comune attraverso il quale progettare e gestire percorsi formativi di qualità, in grado di favorire una vera occupabilità dei giovani, anche a fronte dell’ancora tristemente elevata disoccupazione giovanile e al fenomeno dei NEET.
Inoltre i cambiamenti tecnologici sono molto veloci e quello che è nuovo oggi può diventare vecchio domani. Per questo è necessaria una vicinanza continua tra studenti e aziende. Anche le cosiddette soft skills non possono essere acquisite in poco tempo, richiedono ancora più esperienze in azienda. A Reggio Emilia il 43% della domanda di profili professionali delle imprese metalmeccaniche reggiane risulta di difficile reperimento, sia per il ridotto numero dei candidati sia per l’inadeguatezza dai lavoratori in cerca di impiego, quelle famose soft skills che possono essere acquisite attraverso le esperienze di alternanza scuola-lavoro.
Davanti alle difficoltà di trovare personale con le competenze richieste si è quindi in molti casi costretti ad orientarsi su profili non totalmente in linea con i fabbisogni aziendali. Le aziende devono quindi accollarsi interventi formativi straordinari “riparatori” per colmare quel gap di conoscenze che non dovrebbe esserci.

Formazione
E’ di primaria importanza che ci siano incentivi per la formazione soprattutto per l’acquisizione delle nuove competenze funzionali all’introduzione delle tecnologie 4.0. Avevamo chiesto al Governo il mantenimento del credito di imposta per la formazione 4.0, visto che come risulta dalla nostra indagine sono proprio le competenze digitali quelle che più non si trovano sul mercato (42%) e quelle che più mancano al personale assunto (48%). E’ importante che sia stato mantenuto lo strumento del credito di imposta, tuttavia riteniamo non corretto ridurre gli incentivi per le grandi aziende. La formazione è un investimento per le aziende che, grazie a risorse qualificate, possono essere maggiormente competitive e per i collaboratori che con l’acquisizione di competenze e conoscenze possono crescere professionalmente e essere occupabili nel tempo. Purtroppo, occorre evidenziare un’altra misura che, se confermata, andrebbe nella direzione opposta a quella auspicata dalle imprese. Nell’iter parlamentare per la conversione in legge del Decretone, le cui principali misure sono il Reddito di Cittadinanza e la pensione Quota 100, è stato approvato un emendamento del M5S in cui è previsto un ulteriore utilizzo delle risorse che le imprese versano ai Fondi interprofessionali per la formazione dei propri lavoratori dipendenti e per il finanziamento della formazione dei percettori del Reddito di Cittadinanza. Si apre, così, concretamente alla possibilità di distogliere ulteriori risorse dalle imprese destinate a sostenere la formazione del capitale umano per finanziare il Reddito di Cittadinanza.

Rinnovamento contrattuale – Diritto soggettivo alla formazione
Il Rinnovamento contrattuale avviato a livello nazione il 26 novembre 2016 con la stipula del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ha introdotto nelle aziende del settore metalmeccanico il diritto soggettivo alla formazione, una riforma epocale. Una innovazione che richiede comunque alle Imprese un grande sforzo anche dal punto di vista organizzativo (progettare, pianificare e realizzare la formazione di tutti i dipendenti). I principali contenuti della formazione impartita dalle imprese ai propri collaboratori sono stati sulla “tecnica di base tradizionale”, ma inizia a farsi largo anche quella “Tecnologica avanzata/digitale”. Anche la formazione per competenze “trasversali” si sta diffondendo sempre più come parte dell’offerta formativa, così come quella linguistica e la formazione aggiuntiva sulla sicurezza. Nell’ambito del diritto soggettivo del CCNL metalmeccanici, al Cis, scuola per la gestione d’impresa di Unindustria Reggio Emilia, nel triennio 2017/2019 è stato richiesto dalle aziende di fare formazione sui seguenti ambiti tematici: per il 60% su tematiche trasversali, per il 22% su competenze linguistiche e per il 18% su tematiche tecniche. E’ evidente quindi come la formazione sia diventata uno strumento di gestione molto collegato alle esigenze attuali delle nostre imprese ma anche alla grande trasformazione in atto. Ci sono molti esempi concreti di virtuosa attuazione del dispositivo contrattuale a dimostrazione del fatto che, quando si parla di formazione, le aziende colgono lo spirito con una formazione non fine a sé stessa, ma finalizzata alla crescita dell’azienda e allo sviluppo delle persone. In conclusione, preservare la metalmeccanica e stimolare la sua crescita deve essere la priorità per la politica nazionale e locale, nell’interesse generale. Bisogna puntare di “Più” sulla Metalmeccanica, vero motore del Paese, spina dorsale della nostra economia. Le nostre imprese del settore metalmeccanico svolgono una funzione decisiva in ambito economico ma hanno anche un fondamentale ruolo sociale.

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