Cattolici, politica e bene comune

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Il saggio del vescovo di Faenza-Modigliana monsignor Toso

L’ obiettivo dell’autore è molto preciso fin dall’inizio. è una freccia che va dritta al bersaglio. E colpendolo recide, con un colpo netto, i molteplici fraintendimenti che avviluppano e purtroppo sviliscono il rapporto cattolici e politica.
Questo è in buona sostanza il valore educativo del nuovo saggio del vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana, monsiugnor Mario Toso, dal titolo esplicito “Cattolici e Politica”, edito nel 2018 dalla società cooperativa sociale “Frate Jacopa” di Roma.
Il noto filosofo Vittorio Possenti nella prefazione ricorda che se i cattolici intendono essere incidenti e rilevanti, specie in un contesto liberal-libertario, devono rinunciare all’idea di proporre visioni del mondo compatibili con le situazioni etico-politiche di oggi.
Essi posseggono l’insegnamento sociale della Chiesa, quale fonte di pensiero pubblico integra e ispirante, capace di proporre i nuclei permanenti della convivenza politica.

Dopo la teorizzazione della diaspora, che si è progressivamente trasformata in irrilevanza è, forse, giunta l’ora, sottolinea il vescovo Toso, di un rinnovato impegno dei cattolici in politica. Abbattendo, innanzitutto, il pregiudizio, peraltro duro a morire, che essi siano cittadini di “serie B”, capaci al più di dedicarsi all’ambito caritativo, inetti ad elaborare una cultura politica all’altezza delle sfide odierne. Ciò che, però, li indebolisce maggiormente è, in definitiva, lo sradicamento della vita dal contesto di una fede viva. E, così, nei loro cuori non abita più una passione forte per il bene comune, non li sorregge il convincimento di un apporto originale e necessario nel dialogo pubblico, a partire dalla necessaria riforma della realtà europea.

Leggi tutto l’articolo di Luigi Bottazzi su La Libertà del 27 febbraio

 

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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