Scie Chimiche, tracce di scienza nella vita quotidiana

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MEMORIA

Immaginate di non riuscire a trattenere per più di qualche minuto le informazioni su quello che fate, le persone che incontrate, le parole che dite e quelle che ascoltate. Immaginate ora di vivere 55 anni in queste condizioni: può sembrare impossibile ma è la storia vera di Henry Molaison, un ragazzo americano che negli anni ’50 viene operato al cervello a causa di una grave forma di epilessia resistente ai farmaci. Il chirurgo che lo opera decide di asportare alcune zone del cervello, così facendo riesce effettivamente a neutralizzare l’epilessia ma involontariamente provoca la totale perdita di memoria del paziente, condannandolo a uno stato di amnesia permanente.
Henry non si ricorda di nulla che sia accaduto dopo l’operazione, di nessuna persona incontrata dopo l’intervento, neanche quelle che incontra ogni giorno per vent’anni; non sa cosa ha fatto la mattina o cosa ha mangiato la sera, dimentica poco dopo tutto quello che accade.

il caso di Henry, che ha vissuto in un eterno presente, è stato cruciale per capire meglio il funzionamento della memoria. Proprio per la sua condizione straordinaria, è stata la persona più visitata nella storia, con più di 100 neuroscienziati che hanno scrutato a fondo il suo cervello.
Quando parliamo di memoria – quella che invochiamo quando perdiamo le chiavi della macchina, quando dimentichiamo un appuntamento importante o quando si studia – ci riferiamo alla funzione cognitiva che ci permette di ricordare. Come facilmente intuibile, per contrasto dalla storia di Henry Molaison, rievocare il nostro vissuto ci restituisce un senso di unità, forma la nostra coscienza e la nostra identità.

Leggi tutto l’articolo di Iaia Oleari su La Libertà del 20 febbraio

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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