L’esempio di don Enzo, «Giusto tra le nazioni»

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Spettabile Direttore,
il 14 ottobre del 2001 la sala del Consiglio comunale di Cavriago ha ospitato la cerimonia di consegna ai familiari di don Enzo Boni Baldoni della medaglia e dell’attestato di “Giusto tra le nazioni” da parte dell’Istituto per la memoria dei martiri e degli eroi dell’Olocausto Yad Vashem in Gerusalemme. Erano presenti per lo Stato di Israele il professor David Cassuto, il dottor Bruno Modena che aveva promosso la causa, oltre al sindaco Loriana Paterlini, al vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia – Guastalla monsignor Francesco Marmiroli e ad Antonio Zambonelli.
Questo riconoscimento era stato concesso a don Enzo per il suo operato nella parrocchia di Quara durante il periodo bellico, in cui il sacerdote aveva osservato e messo in atto la regola evangelica della Misericordia: “Assistere chiunque si trovasse in grave stato di necessità, ossia disponibilità senza frontiere”. E a coloro che temevano per la sua incolumità rispondeva: “Se è desiderio del Signore che io muoia per salvare degli esseri umani, sia fatta la sua volontà!”.
Di tutto questo suo operato non si è mai vantato, e anche noi familiari abbiamo sempre rispettato la sua volontà. “Fai il bene e gettalo ai pesci: loro non lo sanno, ma nostro Signore sì” e questo bastava e avanzava (“Fai del bene e gettalo ai pesci” è il titolo del dvd girato da Istoreco sulla figura di don Enzo).

Leggi tutto l’articolo di Domenico Boni Baldoni su La Libertà del 13 febbraio

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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