Cagnola, fede e opere unite

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I 50 anni della Casa della Carità nel ricordo di don Aldo Orienti

Sono passati 50 anni da quando don Aldo Orienti riuscì a coronare il sogno di una Casa di Carità nella parrocchia di Cagnola di Castelnovo Monti, in frazione Schiezza, confortato dal sostegno del vescovo Gilberto Baroni e di don Mario Prandi.
In questo mezzo secolo la Casa è diventata un riferimento per tante persone. Ricordiamo i 50 anni di apertura – celebrati lunedì 11 febbraio – con un testo tratto dalla pubblicazione “Parrocchia di Cagnola, Don Aldo Orienti da 50 anni parroco a Cagnola, 1962-2012”.

Nel 1964, a distanza di 15 anni dalla sua morte, il ricordo di don Alfonso Ferretti era ancora quanto mai vivo a Cagnola. Don Aldo Orienti, insieme ai sacerdoti del Vicariato, decide di fermarne la memoria apponendo una lapide sul lato orientale esterno della chiesa; è il 24 novembre, festa di san Prospero patrono della parrocchia. Ma il ricordo doveva andare oltre. Il testo della lapide, dettato da don Luigi Bronzoni, diceva: “I suoi figli spirituali | lo ricordano così: | amabile sacerdote-padre, | e pregano di essergli | in cielo suo gaudio e corona”. In parole più semplici, voleva dire: raccogliamo e proseguiamo la sua eredità di bene.
Scriveva ancora don Aldo: “Il ricordo di Lui che tanto ha dato e fatto in parrocchia e altrove, divenga occasione di riflessione e ci doni di ricollegarci alla sua vita e al suo paterno insegnamento”.

Ecco, allora, il progetto della Casa della Carità.
Nell’agosto 1966 decedeva la signora Emilia Pallai, già a suo tempo generosa benefattrice di don Alfonso. Con sorpresa di tutti, durante i funerali, don Giuseppe Monelli, originario di Collagna patria dei Pallai, legge il testamento olografo della defunta, scritto alla buona su un foglio di quaderno. Lascia alla parrocchia di Cagnola la casa della Schiezza, oltre all’Oratorio della Madonna della Tosse, per opere educative o assistenziali.

Leggi l’intero articolo su La Libertà del 13 febbraio

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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