Servire nella gioia: «Se non ti laverò, non avrai parte con me»

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“Se non ti laverò, non avrai parte con me” (Vangelo secondo Giovanni)

Per capire come effettivamente comportarci nella vita cristiana di tutti i giorni le parole di Gesù devono essere fondamentali ed imprescindibili: su questo non ci può essere dubbio. E le parole del Cristo sopra riportate sono chiarissime: “Se non ti laverò (“e così anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”, Gv 14) non avrai parte con me”. Il Signore quindi vuole, lo vuole proprio da noi che, al modo in cui Lui stesso ci ha lavato i piedi (nonché ci ha dato la Sua vita in croce per la nostra salvezza) così anche noi ci laviamo, quindi ci serviamo gli uni gli altri e serviamo così anche il Signore al quale dedichiamo la nostra vita, servendo quindi il “Vero Padrone” e non idoli di questo mondo.

Questa è la premessa fondamentale per cui, per noi cristiani e speriamo anche per ogni persona, si coltivi il desiderio di servire Dio ed i fratelli. Senza contemplare amore e servizio appunto non è possibile prendere parte al Regno di Dio in comunione con Gesù, secondo le Sue stesse parole. Il servizio e aiuto, dato con la gioia nel cuore, per il fatto che si sta donando qualcosa di bene al nostro prossimo, sono quindi due componenti essenziali del cristianesimo: in particolar modo nel momento in cui partecipiamo al rito fondamentale della celebrazione eucaristica, in cui la devozione verso il Signore deve essere da parte nostra la più grande possibile (e dopo tutte le doverose attenzioni che dedichiamo a noi stessi, è altresì importante curare anche il momento sacro che rendiamo a Dio durante la santa Messa). Per cui è grande il dispiacere nel constatare che, per quanto evidente sia il dovere di ogni cristiano di seguire con perseveranza il Signore, oggi in molti dedicano poco tempo a Lui, ed ancor meno nella partecipazione alle celebrazioni sacre.

Leggi tutto l’articolo di Domenico Chiesi su La Libertà del 6 febbraio

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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