Gianmarco Melillo, laureato in quota

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L’Appennino? «C’è aria di tranquillità, ho conosciuto persone gentili»

Gianmarco Melillo, 27 anni, di origini beneventane ma solito salire a Castelnovo – il padre Francesco è maestro del Centro Danza Appennino – è tra i laureati più bravi d’Italia. Un premio assegnato a chi ottiene il massimo dei voti in discipline di interesse per la Fondazione Italia-Usa e che gli è già valso un importante master internazionale dalla durata di un anno. E a un mese un giorno dalla laurea una banca, la Fineco, lo ha già assunto a tempo indeterminato. Gianmarco si è laureato in Economia bancaria e finanziaria, con il massimo dei voti e menzione speciale e in soli 2 anni e 8 mesi (con una sessione d’anticipo rispetto al programma di studi), presso l’Unisannio di Benevento e, come se non bastasse, sta conseguendo la laurea magistrale alla Cattolica di Milano.
La cerimonia di premiazioni si è tenuta lunedì 28 gennaio nella Nuova Aula del Palazzo dei Gruppi Parlamentari, alla presenza dei vertici della Fondazione e di esponenti del mondo delle imprese, giornalisti e parlamentari.
La Fondazione Italia-Usa cura numerose iniziative, relazioni ed eventi tra Italia e Stati Uniti d’America come, ad esempio, incontri periodici tra parlamentari italiani e americani per confrontarsi sulle legislazioni. Svolge queste attività anche in collaborazione con diverse organizzazioni operanti negli Usa, tra le quali in particolare l’American Legislative Exchange Council. Promuove inoltre il master “Global marketing, comunicazione e made in Italy”, diretto dall’ex ministro Stefania Giannini, a cui aderiscono numerose personalità. Per favorire l’internazionalizzazione dei giovani verso gli Stati Uniti la Fondazione eroga ogni anno mille borse di studio destinate a neolaureati meritevoli che desiderano conseguire il master.
Gianmarco è solito frequentare l’Appennino: ha svolto una tesi incentrata sulla risoluzione della reddittività delle banche e la trasformazione digitale.
“Sono orgoglioso del risultato conseguito – spiega – e che spero di poter replicare in futuro con note come queste. Sono orgoglioso soprattutto per i miei genitori”.
Grande commozione, alla cerimonia di premazione, per i genitori Francesco, Patrizia Itro, le sorelle Maria Valeria e Pia Desiré e il fratello Flavio Alfredo.

Leggi tutto l’articolo di Gabriele Arlotti su La Libertà del 6 febbraio

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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