«Santi Pietro e Paolo», «Correggio Nord»: una parrocchia con sei chiese…

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Il Vescovo visiterà le comunità di Budrio, Canolo, Fosdondo, San Martino Piccolo, Mandrio e Mandriolo 

All’appuntamento con don Carlo Fantini arrivo un po’ in ritardo. Nella mattina in cui abbiamo fissato l’intervista c’è una nebbia fitta (che ovviamente si intensifica man mano che dalla città mi avvicino alla Bassa) e con un po’ di fatica arrivo alla Casa della Carità di Fosdondo.cDon Carlo mi accoglie con il sorriso e con lui le suore e gli ospiti che abitano la Casa. è appena finita la messa feriale delle 9.15 e in casa si avviano i lavori per preparare il pranzo.

Don Fantini ha compiuto 70 anni nel maggio 2018 e nel settembre 2017 si è rimesso nuovamente in gioco accettando l’incarico di servire le comunità delle unità pastorali 20 “Santi Pietro e Paolo” e 21 “Correggio Nord” nella periferia correggese. Queste unità pastorali riceveranno la visita del vescovo Massimo Camisasca nei giorni 8 e 10 febbraio.
Le sei parrocchie delle unità pastorali “Santi Pietro e Paolo” e “Correggio Nord” descrivono una mezzaluna intorno alla città di Correggio da nord-ovest a sud-ovest.

è un territorio ampio che dal confine con il comune di Carpi (parrocchia di San Martino Piccolo) giunge alle porte di Reggio lambendo il comune capoluogo dove Budrio incontra Massenzatico. In questo semicerchio abitano circa 7.500 persone distribuite abbastanza equamente sulle 6 parrocchie che contano dunque poco più di mille abitanti ognuna.
L’unità pastorale 20 è composta da Budrio, Canolo e Fosdondo mentre la 21 è formata da San Martino Piccolo, Mandrio e Mandriolo.
Il paesaggio è prevalentemente rurale, anche se le aziende agricole sono sempre meno e di maggiori dimensioni.
Nell’ultimo decennio si è registrato un forte sviluppo urbano nella zona nord di Correggio, che – lungo la statale 468 – appare quasi in continuità con l’abitato di Carpi.

Cambiamenti sofferti
“Siamo in cammino da oltre un anno – spiega don Carlo. Alle spalle abbiamo una storia fatta da due unità pastorali e sei parrocchie. Il passaggio ad un unico prete ha messo le persone di fronte alla necessità di lavorare insieme e di cambiare”. Il cambiamento più evidente – e forse sofferto -, è stata la riduzione del numero di messe festive passate da sei a tre (compresa la festiva anticipata del sabato sera). Dal 2017 c’è un unico consiglio pastorale e le sei comunità hanno orientamenti comuni. Anche la visita pastorale sarà unica per le due unità pastorali.

Continua a leggere l’intero articolo di Emanuele Borghi su La Libertà del 6 febbraio

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