«Non abbandonarci alla tentazione»: che cosa domandiamo nel Padre Nostro?

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Presentiamo ai nostri lettori il testo di questa catechesi tenuta la scorsa domenica 20 gennaio da don Giuseppe Dossetti junior, parroco di San Pellegrino e del Buon Pastore (unità pastorale “Santa Maria Maddalena”) e intitolata “Non indurci o non abbandonarci alla tentazione?”.

“Non abbandonarci alla tentazione”: è la nuova traduzione di un passo difficile del Padre Nostro, che, finora, diceva: “Non ci indurre in tentazione”, ricalcando il testo latino: “Et ne nos inducas in tentationem”. Qualunque sia la traduzione, è necessario approfondire il significato di questa richiesta della Preghiera del Signore. Cominciamo dal concetto di tentazione.

“Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove (il testo greco dice “peirasmòs”, che nel Padre Nostro viene tradotto “tentazione”), sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri”. Così dice l’apostolo Giacomo all’inizio della sua Lettera (1,2-4). Dopo pochi versetti, ribadisce: “Beato l’uomo che resiste alla tentazione, perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita” (1,12). Subito dopo, però, aggiunge: “Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio», perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono”.

Sembra dunque che esistano due specie di tentazioni. La prima è l’attrazione e la seduzione del male e deriva da una mancanza, da parte nostra, di disciplina; la seconda, invece, dovrebbe essere tradotta piuttosto con “prova”, nel senso che troviamo nella Lettera di Pietro: “Siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere, per un po’ di tempo, afflitti da varie prove (“peirasmòi”), affinché la vostra fede, messa alla prova, molto più preziosa dell’oro – destinato a perire e tuttavia purificato con fuoco – torni a vostra lode, gloria e onore quando Gesù Cristo si manifesterà” (1Pt 1,6-7).

Continua a leggere tutto il testo a firma di Giuseppe Dossetti su La Libertà del 30 gennaio

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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