CUAMM: Mirco Ravazzini a Yirol, in Sud Sudan

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Parte lunedì 28 gennaio per il Sud Sudan, dove rimarrà sei mesi a prestare servizio nel far fronte alle emergenze quotidiane di uno dei paesi più poveri del mondo

Mirco Ravazzini ha 30 anni, è un giovane di Castellarano (RE), specializzando in Emergenza e Urgenza presso l’Università di Modena e ha deciso di dedicare parte del suo percorso di formazione professionale all’Africa.

Grazie a un accordo che Medici con l’Africa Cuamm ha con la CRUI (Conferenza dei rettori delle università italiane), Mirco trascorrerà una parte del suo percorso formativo, circa 6 mesi, nell’ospedale di Yirol, in Sud Sudan, misurandosi con una realtà molto diversa dalla nostra.

L’ospedale di Yirol conta 103 posti letto, serve un bacino di utenza di oltre 300.000 persone e nel 2017 ha effettuato 12.609 ricoveri, 1.398 parti, 29.246 vaccinazioni e 58.278 visite ambulatoriali.

«Ho scelto di fare il medico per dedicarmi anche ai bisogni dei paesi più poveri e fragili e il Cuamm mi è piaciuto per lo stile di aiuto e il supporto allo sviluppo che cerca di perseguire – spiega Mirco Ravazzini -. Penso che con tutto quello che abbiamo qui non riusciamo più ad apprezzare le cose belle di cui possiamo godere. Da sempre sono impegnato nel volontariato e in diverse associazioni, questa scelta di donare tempo e competenze agli altri, in Africa, è un passo in più che mi sentivo di fare per unire la professione alla motivazione personale, perché sono convinto che se il tuo lavoro è alimentato dalla tua passione, si instaura un circolo virtuoso che si autoalimenta. Se arrivi stanco a sera, ma soddisfatto, è perché coltivi bene la tua passione».

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM IN SUD SUDAN

Medici con l’Africa Cuamm è in Sud Sudan dal 2006, anno in cui avvia l’intervento di riabilitazione dell’ospedale di Yirol nell’allora Lakes State. Allarga poi il raggio d’azione all’ospedale di Lui, Western Equatoria State. Nel 2014 inizia a lavorare nella contea di Rumbek North, a fianco dell’Ufficio sanitario di contea per attivare le strutture sanitarie esistenti e per promuovere l’erogazione di servizi sanitari di base anche a livello di comunità. Sempre a inizio 2014, Medici con l’Africa Cuamm affronta l’emergenza sfollati causata dalla crisi di fine 2013, rimanendo a fianco della popolazione e fornendo assistenza sanitaria e generi di prima necessità. Avvia inoltre la costruzione dell’ospedale di Cueibet. Nel 2015, espande il suo intervento in ambito di salute pubblica a beneficio delle Contee di Rumbek Centre, Rumbek East, Mundri East, Wulu. Questa espansione continua nel 2016, nelle contee di Yirol East e Awerial e presso l’ospedale di Rumbek e nel 2018 nelle contee di Mundri West, Mvolo e Maridi e nell’ospedale di Maridi. Nel 2017, per dare risposta ai bisogni sanitari e nutrizionali della popolazione in fuga dagli scontri e dalla carestia nel nord del paese, inizia un intervento di emergenza nell’area paludosa di Nyal.

Oggi l’intervento del Cuamm coinvolge:

12 contee, distribuite su 5 stati

150 strutture sanitarie periferiche

5 ospedali (Yirol, Lui, Rumbek, Cueibet e Maridi)

1.460 persone di staff sanitario locale, supportati tecnicamente da oltre 139 operatori internazionali (medici, sanitari e cooperanti).

 

 

È possibile sostenere il lavoro di Medici con l’Africa Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online su www.mediciconlafrica.org; con 40 euro è possibile garantire il parto assistito a una futura mamma.

 

 

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con oltre 2.200 operatori sia europei che africani; appoggia 24 ospedali, 64 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico).

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