Da Panama messaggi carichi di significato

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Qua a Panama city si vive già un’aria di festa. Se il cuore della città finanziaria appare ancora un po’ indifferente verso la Giornata mondiale della gioventù, i preparativi fervono ovunque nelle strade della capitale del piccolo Stato centroamericano. Gruppi di giovani si aggirano tra i grattacieli e nel Casco antiguo (il quartiere vecchio, di stampo coloniale) con le immancabili chitarre e le t-shirt che li rendono riconoscibili a tutti.

Panama, 21 gennaio 2019.
La inaugurazione di Casa Italia e la accoglienza dei gruppi di italiani.

La Cinta costera, il lungomare sull’oceano Pacifico, brulica di attività. Ci sono chilometri di transenne pronte per il passaggio di papa Francesco e non si contano i palchi già allestiti. Il bianco palazzo presidenziale è tirato a lucido e presidiato da numerosi militari che comunque non disdegnano un saluto e un sorriso a chi è giunto fin qui da molto lontano.
E’ forse questo il dato più significativo a una settimana di distanza dalla veglia e dalla Messa conclusiva con il Santo Padre: l’accoglienza della gente del posto. Sempre disponibili per ogni richiesta, i panamensi si apprestano con ampia disponibilità a un evento che li porterà al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Se da un lato si avverte preoccupazione, in particolare per l’ordine pubblico e la sicurezza, dall’altra si nota una grande attesa nella gente comune e nella comunità cristiana.

Domenica sera, nella parrocchia di Nuestra Senora de Guadalupe, a meno di un chilometro dall’hotel Sheraton che ospita un famoso casinò, sono stati sparati alti fuochi d’artificio per accogliere i primi pellegrini nelle case dei parrocchiani. Per non parlare dei megamanifesti che indicano il Papa come Hermano Francisco o delle bandiere vaticane e della Gmg (Jmj, come è indicata in spagnolo) issate ovunque lungo il percorso che verrà attraversato dalla papamobile.

La Gmg è una festa nella festa, pur con tutte le cautele che anche qui sono state adottate. E’ il tripudio dell’incontro tra popoli diversi, tra generazioni, tra culture differenti che si ritrovano su invito del Papa e nel segno di un Altro. Un fatto per nulla scontato, ma che, dopo oltre 30 anni e un mondo tanto diverso da quello degli anni ’80, ancora muove centinaia di migliaia di giovani da tutti i continenti convocati per stare insieme e condividere un’esperienza che rimarrà indelebile per tanti di loro.
Panama è al tempo stesso segno di speranza e di contraddizione. Qua, in uno dei paradisi fiscali più cercati sul pianeta, ma anche terra di collegamento tra due oceani, ci si interroga sul valore della vita, sul futuro delle nuove generazioni e su quello dell’umanità intera. Un gesto forte, carico di significati da cogliere e di messaggi da non disperdere.

Francesco Zanotti

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana

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