Don Borciani ricorda monsignor Pietro Margini

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Servo di Dio, cuore di Madre

Pubblichiamo l’omelia che il parroco di Sant’Ilario don Fernando Borciani ha pronunciato nella Messa dell’8 gennaio scorso in occasione del 29° anniversario della nascita al cielo di monsignor Pietro Margini. Nella stessa liturgia – concelebrata dal Vicario generale della Diocesi monsignor Alberto Nicelli e dal responsabile generale del Movimento Familiaris Consortio don Luca Ferrari – monsignor Carlo Pasotti ha letto l’editto del Vescovo per la causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio monsignor Margini (il testo è stato pubblicato su La Libertà del 9 gennaio).

È da 6 anni che sono a Sant’Ilario e in questo periodo tantissime cose su don Pietro ho imparato. Tutti coloro che da vicino l’hanno conosciuto concordano nel ritenere la devozione a Maria Santissima un suo tratto peculiare. Un amico prete che è qui tra noi, su mia richiesta, m’ha fatto pervenire un interessante elenco di iniziative mariane, che don Pietro promosse durante il suo ministero. Questa sera, azzardandomi un po’, cercherò di rispondere alla domanda: in cosa Maria plasmò il cuore di don Pietro? Quali furono in don Pietro gli effetti della sua familiarità con Maria?

Mi soccorre nella risposta il Vangelo delle nozze di Cana, che mette in luce di Maria almeno tre atteggiamenti. Il primo lo chiamo così: Maria donna attenta. Dico così perché fu lei e non altri ad accorgersi che alla festa il vino era venuto a mancare. Il secondo: Maria donna intercedente. Dico così perché nel riferire a Gesù che non c’era più vino, di fatto intercedette presso di Lui perché risolvesse il non piccolo disguido sorto. Il terzo: Maria donna coinvolgente. Dico così perché nel dire ai servi “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”, li invitò a essere collaborativi con Gesù. Bene, un buon conoscitore di don Pietro non stenta a cogliere in lui esattamente questi tre tratti di Maria.

Grazie alla sua amicizia con Maria, don Pietro ebbe in dono il cuore e lo stile di lei. Se il proverbio dice “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, Maria, vedendosi così cercata e frequentata da don Pietro, gli fece dono di queste sue tre caratteristiche, per cui a buon ragione si può dire che don Pietro è stato un prete attento, un prete intercedente, un prete coinvolgente. Approfondisco un po’.

Don Pietro prete attento. Don Pietro aveva talmente dentro il cuore le persone che accompagnava che per lui una persona qualsiasi non era più una qualsiasi persona. Quando un pastore ha profondamente dentro di sé il suo gregge, diviene capace di quel colpo d’occhio che ebbe Maria alle nozze di Cana. Quel colpo d’occhio con cui anche i dettagli o le piccole assenze vengono colti. In una buona relazione i dettagli non sono un dettaglio.

Continua a leggere l’articolo di don Fernando Borciani su La Libertà del 16 gennaio

 

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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