Conflitti dimenticati: 378 nel mondo

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Ma il 24% degli italiani (29% tra i giovani) non ricorda alcuna guerra

Nel corso del 2017 i conflitti nel mondo sono stati 378, tra cui la maggioranza dimenticati. Di questi, 20 sono guerre ad elevata intensità che coinvolgono 15 Paesi. Negli ultimi anni si è però verificato un decremento del 7,6% dei conflitti: erano 409 nel 2014. Eppure tra la popolazione italiana c’è una sorta di amnesia (o ignoranza?) piuttosto elevata sull’esistenza di tutte queste situazioni drammatiche.
È quanto emerge dalla sesta edizione del rapporto di Caritas Italiana sui conflitti dimenticati nel mondo, pubblicata dal Mulino, con la collaborazione di Famiglia Cristiana, Avvenire e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur). Il Rapporto è stato presentato nello scorso mese di dicembre a Roma, in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Il focus dell’edizione 2018 è su armi e armamenti: la produzione e il commercio delle armi; il loro peso nel determinare i conflitti; il valore e il significato culturale delle armi nella cultura contemporanea, in particolare riguardo al mondo della comunicazione e della stampa; il grado di consapevolezza dei giovani e degli adulti.

Guerre e crisi
Il tipo di conflitto più diffuso nel mondo non è la guerra ad alta intensità, ma la “crisi violenta”: 186 situazioni, pari al 49,2% del totale dei conflitti mondiali. Sono soprattutto in Asia e Oceania (59 situazioni), e in Africa sub-sahariana, con 48 crisi. In seconda posizione si collocano le “crisi non violente”: 81 situazioni, pari al 21,4% di tutti i conflitti, seguite a brevissima distanza dalle “dispute” (75 situazioni, pari al 19,8% del totale dei conflitti).
Le guerre sono state 36, divise al loro interno in “guerre limitate” (16 guerre) e “guerre” vere e proprie in 20 fronti di conflitto, in riferimento a 15 Paesi coinvolti.

“Il numero di guerre ad elevata intensità nel 2017 non coincide con il numero di Paesi in guerra – precisa Walter Nanni, responsabile dell’Ufficio studi di Caritas italiana -, dato che presso uno stesso Paese possono essere presenti più fronti di guerra. Si pensi ai casi della Siria (3 diversi fronti di conflitto) e di Nigeria, Sud-Sudan e Repubblica Democratica del Congo Sudan (con due distinti fronti di guerra per ciascun Paese)”.
Secondo il database dell’Heidelberg Institute tre guerre hanno visto un deciso incremento nel livello di violenza e conflittualità: Filippine e Myanmar e Corno d’Africa (Etiopia).

Leggi l’intero articolo di Patrizia Caiffa su La Libertà del 16 gennaio

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