Nel Natale dei giovani la cura del creato

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È stata apprezzata e ben partecipata l’annuale veglia di Natale dei Giovani, organizzata come da tradizione dall’Azione Cattolica Giovani (Acg) il lunedì antecedente il Natale. Ambientata in Cattedrale, questa riflessione preparata da giovani per i giovani si basa solitamente sul tema annuale affrontato dall’Acg, raccontato con personalizzazione e originalità. Quest’anno il compito sembrava non facile: come fare a legare l’enciclica Laudato si’ di Papa Francesco al mistero del Natale?

Come le passate edizioni ci siamo fatti accompagnare da un personaggio testimone della Natività: abbiamo scelto i pastori, persone semplici che lavorano a contatto con il Creato e che sono stati scelti per primi come testimoni della nascita di Gesù.
Proprio i pastori hanno aperto la serata, accogliendoci durante una loro nottata di veglia al gregge, in cui per passarsi il tempo ripercorrono il racconto della Creazione… e poi lo continuano, elencando le numerose e grandiose opere che l’uomo ha aggiunto per dare forma al dono che Dio gli ha fatto. Un mondo all’avanguardia dunque, senza difetti e in perfetta comunione? Non proprio, a sentire la carrellata di notizie preoccupanti che quotidianamente affollano i nostri telegiornali. Quindi, mentre il dono del Creato viene insistentemente sfasciato, quale soluzione ci può essere per rimettere insieme i pezzi del disastro che stiamo compiendo?
Come dice un pastore: “C’è sempre un terreno da cui ripartire, a coltivare qualcosa di buono… ma bisogna trovare questo terreno fertile”.

A questo punto una scia luminosa si accende ed illumina una fila di vasetti (di plastica biodegradibile): tutti i partecipanti sono invitati a prenderne uno e a scendere verso la cripta, dove come di consueto si svolge il momento più intimo di preghiera e adorazione.

Leggi il testo integrale dell’articolo di Elena Oleari su La Libertà del 9 gennaio

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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