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Monsignor Margini beato: via alla causa

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Causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio monsignor Pietro Margini

Da La Libertà del 9 gennaio

Martedì 8 gennaio a Sant’Ilario, durante la Messa celebrata nel 29° aniversario di morte di monsignor Pietro Margini, il Cancelliere vescovile ha dato lettura dell’Editto con cui il Vescovo avvia il “processo canonico circa la vita, le virtù e la fama di santità in specie e i fatti straordinari in genere” del Servo di Dio. Pubblichiamo il testo.

Numerosi fedeli di questa Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla mossi dalla fama per le virtù, la vita e il cuore generoso e autenticamente cristiano, del Servo di Dio Mons. PIETRO MARGINI, mi hanno rivolto la domanda di introdurre la sua Causa di Beatificazione e Canonizzazione. Il movimento “Familiaris Consortio”, promosso dal Servo di Dio, si è costituito Attore della Causa ed è stato approvato come tale con mio decreto in data 9 maggio 2017 (Prot. n. 113/2017-A).
Esaminata attentamente la richiesta, avuto il parere favorevole dei Vescovi della Conferenza Episcopale Regionale dell’Emilia-Romagna in data 18 settembre 2017, ed il Nulla-Osta della Congregazione delle Cause dei santi in data 11 gennaio 2018 (Prot. N. 3363-1/17), ho deciso di dare inizio al processo canonico circa la vita, le virtù e la fama di santità in specie e i fatti straordinari in genere del Servo di Dio Mons. Pietro Margini.

Il Servo di Dio Mons. Pietro Margini nacque a Sant’Ilario d’Enza il 5 gennaio 1917. Già prima della nascita, davanti all’immagine della Madonna del Carmelo venerata nella chiesa del paese, venne consacrato dalla madre perché diventasse sacerdote. Fu battezzato il 23 gennaio del 1917. L’infanzia di Pietro, pur caratterizzata da precarie condizioni economiche, trascorse serena: la testimonianza di una fede semplice e di un amore delicato e premuroso tra i suoi genitori forgiarono il suo cuore. Nell’estate del 1928 maturò il desiderio di diventare sacerdote. Sotto lo sguardo dei suoi Superiori custodì e accrebbe per tutto il tempo del Seminario la gioia e la consapevolezza della grande chiamata ricevuta dal Signore. Nominato Prefetto nel 1938, sperimentò per la prima volta la paternità spirituale nei confronti dei giovani seminaristi a lui affidati. Venne ordinato il 9 giugno 1940 da S. E. Edoardo Brettoni.

Il 7 ottobre dello stesso anno fu mandato come coadiutore nella parrocchia dei Santi Quirino e Michele a Correggio.
Da subito il parroco gli affidò l’incarico di Direttore spirituale del Conservatorio Contarelli, l’insegnamento della religione cattolica nell’Istituto Tecnico “Duca degli Abruzzi” e nella scuola media statale di Correggio. Iniziò così la sua opera tra i giovani, trascorrendo con loro molto del suo tempo, senza risparmiarsi, compromettendo la fragile salute. Guarito prodigiosamente, per intercessione della Madonna, da una grave malattia che lo portò in fin di vita, nel 1946 riprese la sua intensa attività pastorale.
All’insegnamento nella Scuola Media si aggiunse anche quello nel Liceo Classico “Rinaldo Corso”, e nel neo Istituto Magistrale “San Tomaso d’Aquino”. Venne nominato Assistente dei gruppi giovanili, maschili e femminili, dell’Azione Cattolica, che iniziò a formare attraverso la vita sacramentale e la direzione spirituale.

Ispirato dalla meditazione dell’enciclica Mystici Corporis Christi di Pio XII (29 giugno 1943), verso la metà degli anni ‘50 propose ad alcuni giovani un ideale di vita ispirato a quello delle prime comunità cristiane. Nel 1957, a Correggio, nacque così la prima piccola comunità – “Santa Maria dell’Annunciazione” costituita da coppie di fidanzati che presto sarebbero stati sposi.

Il 28 agosto del 1960 don Pietro entrò a Sant’Ilario d’Enza come nuovo parroco: fu l’inizio di una nuova e feconda stagione pastorale. Erano gli anni del Concilio Vaticano II: don Pietro ne studiò profondamente le istanze che ispirarono il suo ministero. Alcune famiglie lo raggiunsero da Correggio per condividere, giorno dopo giorno, l’opera pastorale e la vita con lui. Don Pietro coinvolse sempre più i laici, affidando loro responsabilità in molti settori delle attività pastorali ed educative con la fondazione di scuole parrocchiali. L’attività principale di don Pietro rimase la cura delle anime attraverso la direzione spirituale e la formazione.
Gli anni ’80 furono segnati, inoltre, da una profonda gioia per don Pietro: tra i suoi figli spirituali fiorirono le prime tre vocazioni al sacerdozio. Alcuni anni prima erano stati ordinati tredici diaconi permanenti: i primi sette, nel Giovedì Santo del 1978; gli altri sei, il 25 giugno 1983.

Gli ultimi anni della sua vita furono intensissimi nonostante il calare delle forze. Nel 1988 diede inizio anche al restauro della chiesa parrocchiale. Il 19 giugno dello stesso anno si realizzò un grande sogno di don Pietro: consacrare a Cristo per le mani di Maria, secondo l’insegnamento di San Luigi Maria Grignion da Montfort, un centinaio di famiglie. Il Servo di Dio morì l’8 gennaio 1990, circondato da sicura fama di santità, perdurante nel tempo e viva ancora oggi.

Nel portare a conoscenza della Diocesi questa iniziativa, invitiamo tutti e singoli i fedeli a comunicarci direttamente o a far pervenire al Tribunale Diocesano tutte quelle notizie, dalle quali si possano in qualche modo arguire elementi favorevoli o contrari alla vita virtuosa e alla fama di santità del Servo di Dio. Dovendosi inoltre raccogliere, a norma delle disposizioni canoniche, tutti gli scritti a lui attribuiti, chiediamo, col presente Editto, di rimettere con sollecitudine al medesimo Tribunale qualsiasi scritto, che abbia come autore il Servo di Dio, qualora ne fossero in possesso e non l’avessero già consegnato alla Postulazione della Causa.
Stabilisco che il presente Editto rimanga affisso, per la durata di due mesi, all’Albo della Curia Vescovile e alle porte delle parrocchie della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, a partire dal prossimo 8 gennaio 2019.

Dato in Reggio Emilia, 19 dicembre 2018. Prot. N. 458/2018-A.

+ Massimo Camisasca

Pubblicato in Articoli, Slide, Vita diocesana

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