Intervista a Gianna Jessen

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Due domande e quattro chiacchiere con Gianna Jessen al Sacro Cuore, negli ambienti parrocchiali, prima dell’incontro pubblico del 7 dicembre, passando rapidamente al “tu”.
A proposito, chi desidera invitarla per conferenze può farlo scrivendo all’indirizzo e-mail angie@giannajessen.com.
Gianna, la tua storia richiama alla mente il tema della disabilità infantile e dell’eutanasia per legge. Come hai vissuto i casi di Charlie Gard e di Alfie Evans?
Cose orribili, terrificanti. Ho pregato tantissimo, soprattutto per Charlie. Dopo la sua morte ero talmente distrutta che con Alfie pregare e avvicinarmi a quell’evento è stato ancora più difficile. Questi casi sono una chiarissima illustrazione della depravazione dell’uomo senza Gesù. Qualcosa di maligno.

Parliamo delle figure femminili importanti nella tua vita. Chi devi ringraziare?
Sicuramente la donna che mi ha insegnato a cantare e a leggere quando avevo cinque anni, Serena. Tante donne durante la vita mi hanno aiutato, ma più di tutte sono grata a Penny, la mia nonna adottiva, che mi ha insegnato che io non sono una vittima.

E figure maschili positive ne hai avute al fianco?
Non nel modo in cui avrei avuto bisogno… sicuramente ho incontrato uomini che si prendevano cura di me, ma non riuscivano a darmi quella figura paterna di cui avevo bisogno. Adesso da adulta sono circondata da uomini cristiani che, veramente, sono persone fondamentali.

Prima d’imparare a camminare hai dovuto affrontare quattro interventi chirurgici, provare e riprovare. Non ti sei mai stancata di cadere? Dove hai trovato la forza di rialzarti ogni volta?
So che può sembrare un po’ semplicistica come risposta, ma ho dato la mia vita e il mio cuore totalmente a Cristo da quando avevo tre anni e non l’ho più lasciato. Io parlo con Lui, ho una relazione con Lui, come se stessimo parlando proprio in questo momento. Non sono infantile, ma in questo affidamento sono una bambina, perché dopotutto anche le Scritture dicono che dobbiamo diventare come bambini se vogliamo entrare nel regno di Dio.

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