In ricordo di Maria Anna Rossi

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Don Nildo a Casina per l’ultimo saluto alla sorella

“Avrei desiderato celebrare tra voi in altra occasione, ma il Signore ha voluto che tornassi qui per accompagnare mia sorella Anna nell’ultimo suo viaggio. Non è oggi la nostra volontà ma la volontà del Signore. La fede ci accompagna ed è un grande sostegno per ciascuno di noi”. Così ha iniziato la celebrazione delle esequie di Maria Anna Rossi (foto), don Nildo Rossi a Casina, venerdì 30 novembre. La sorella portava il nome di Maria, la madre del Signore e di Anna, madre di Maria, e lei “ha saputo coniugare bene i suoi nomi”, ha affermato don Nildo. Donna silenziosa, con grande devozione alla Madonna, ha vissuto sempre nell’umiltà e nella semplicità, con una saggezza unica, che le apparteneva.

Era devota in particolare alla Madonna del Carrobbio, alle cui celebrazioni non mancava mai, insieme al marito Angelo Venturi. “Sii fedele fino alla morte, dice il Signore, e ti darò la corona della vita. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”. Durante le esequie stesse letture della Messa celebrata a Guastalla da don Nildo alcuni giorni prima, quando gli arrivò la notizia della gravità della situazione familiare. Anna ha realizzato in modo pieno la sua maternità: si sentiva madre premurosa nella sua casa ma era ospitale, disponibile verso gli altri ad ogni richiesta, pronta ad aiutare, anche fuori casa, secondo necessità. Aveva uno spirito gioioso e sapeva ridimensionare i grandi problemi: una saggezza ed una ricchezza di cuore che derivavano dalla sua fede. è rimasta fedele e perseverante fino alla morte, pregando molto, anche durante la breve malattia, meritando “la corona della vita”.

Continua a leggere l’articolo di Maria Alberta Ferrari su La Libertà del 12 dicembre

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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