Primula, zafferano e giunchiglia: i fiori simbolo del Parco Nazionale

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La Società Botanica Italiana ha recentemente promosso uno studio, coordinata da Lorenzo Peruzzi, professore di Botanica sistematica presso il Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e Direttore dell’Orto e Museo Botanico, che ha come oggetto l’individuare una pianta simbolo per ogni regione. Sono state così individuate 20 specie vegetali che rappresentano la vasta biodiversità del nostro Paese e la sua unicità.

Per scegliere quali piante sono più significative in un determinato contesto geografico sono stati coinvolti 500 appassionati ed esperti botanici da tutta Italia. Nell’Appennino settentrionale ci sono decine di specie endemiche che a pieno titolo potrebbero essere selezionate per rappresentare il regno vegetale.

 Ma, dovendo selezionare, la commissione ha individuato: per la Toscana lo Zafferano etrusco (Crocus etruscus Parl), rinomata pianta erbacea a fioritura precoce, presente anche in Emilia-Romagna e Umbria; per l’Emilia la Primula appenninica (Primula apennina Widmer) dalle foglie coriacee verde chiaro e dai fiori rosa con la parte centrale biancastra. La primula è capace di crescere nelle fessure degli affioramenti rocciosi esposti a settentrione, fra i 1400 e i 2000 metri di altitudine all’interno dei territori del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano.

La primula appenninica, così come lo zafferano e la sua filiera produttiva sono sicuramente due simboli del nostro crinale, così come la Giunchiglia(Narcissus jonquilla) che a maggio viene festeggiata in Lunigiana. In generale, non va dimenticato che sono proprio le circa 1800 diverse specie vegetali la più consistente ricchezza di biodiversità del Parco Nazionale. Piante di straordinarie bellezza e intesse scientifico – anche se sconosciute ai più – che a primavera disegnano una tavolozza di colori e profumi.

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