Un progetto contro il bullismo

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Prevenire disagio e abbandono scolastico in linea con il piano Miur e le direttive Onu

Bullismo, cyberbullismo, disagio e abbandono scolastico. Fenomeni in crescita, segnale di fragilità sociali che si amplificano negli adolescenti e interferiscono con lo sviluppo cognitivo ed affettivo.

Cosa fare per arginare e prevenire questi fenomeni? Le scuole del territorio reggiano hanno cercato risposte lavorando insieme sulla scorta delle proposte contenute nel piano per l’Educazione Sostenibile del Miur, Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, e dell’agenda 2030 dell’Onu.

L’iniziativa è stata presentata mercoledì 28 novembre, nella sede della Fondazioni Manodori, che ha sostenuto il progetto, da Gianni Borghi, presidente, Luciano Rondanini, consigliere, e da Anna Maria Corradini, dirigente dell’istituto comprensivo Pertini 1 di Reggio Emilia, capofila del progetto.

“Operare per la scuola e la formazione, impegnarci pensando alle nuove generazioni è una priorità per la Fondazione Manodori. – ha detto Gianni Borghi – Il futuro comincia fin da ora e occorre arginare ed evitare situazioni di conflitto, aggressività, smarrimento e vulnerabilità che i nostri ragazzi stanno purtroppo vivendo. La Fondazione, in questi ultimi anni, ha incentivato il lavoro in rete anche in ambito scolastico. Il Progetto 2030 è uno dei tanti tesi ad affiancare insegnanti, dirigenti e genitori sul cammino dell’educazione dei giovani, per evitare episodi di bullismo e cyberbullismo, che stanno dilagando, per accompagnare gli studenti nei percorsi di studio e di crescita, per offrire occasioni di dialogo e di confronto. I giovani sono una grande risorsa e possiamo imparare a crescere insieme”.

Il Progetto 2030 è nato dalla manifestazione di nuove fragilità espresse sia da ragazzi in età evolutiva, preadolescenti ed adolescenti, che da adulti, genitori e docenti. Il piano del Miur e l’agenda 2030, in questo senso, offrono numerosi spunti formativi e didattici per favorire il miglioramento del contesto scolastico e delle situazioni individuali, anche attraverso temi come la tolleranza, le diversità, la pace, la giustizia, la tutela dei diritti umani.

Obiettivo del progetto è quindi la promozione di interventi di informazione e consulenza, di occasioni di approfondimento e di conoscenza rivolti agli studenti, alle famiglie e al personale scolastico.

Tra le iniziative messe in campo, uno sportello nella scuola primaria inteso come spazio di ascolto e di orientamento, come accompagnamento alla crescita. Lo sportello è in rete anche con i servizi sanitari e sociali del territorio che possono intervenire nei casi più complessi, orientando le famiglie verso percorsi adeguati. Attraverso lo sportello, i giovani possono esprimere le difficoltà nel gruppo dei pari o nella vita scolastica, di relazioni o di studio, in modo da intervenire tempestivamente per evitare che non si esasperino e non sfocino in episodi di aggressività, malessere o abbandono scolastico.

Dopo alcuni anni di sperimentazione, il Progetto 2030 è stato ora adottato da dodici scuole del territorio reggiano, che condividono competenze e servizi per ottimizzare le risorse e non disperdere i risultati.

“Diversi istituti – ha spiegato Anna Maria Corradini – da diversi anni hanno sperimentato lo sportello di ascolto come strumento di promozione di azioni, informazione e consulenza orientati al benessere nelle scuole, al successo formativo degli studenti, alla prevenzione e al contrasto del disagio. Grazie al contributo della Fondazione Manodori, da quest’anno scolastico nei dodici istituti comprensivi del Comune di Reggio Emilia tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado, i loro genitori e gli insegnanti hanno la possibilità di incontrare psicologhe esperte dell’età dell’adolescenza. Nella scuola primaria lo sportello è rivolto alle famiglie e ai docenti.”

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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