Ma educare è davvero un interesse della città?

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I progetti educativi pomeridiani storici oramai ridotti a una giornata di apertura e a rischio di disattivazione

Può succedere a volte che esperienze di solidarietà e realtà civiche belle e preziose possano realizzarsi misteriosamente dal nulla e continuare ad esistere, pur con tutta la loro fragilità, perché animate da una forza interiore che dà senso a quello che si manifesta. La politica ha tuttavia il compito di essere attenta a quando questi eventi accadono, per non lasciare che siano in balìa della pura casualità, e non vadano disperse queste energie. La politica deve ricominciare ad occuparsi di ciò che è piccolo, eppure concreto, reale e significativo per le comunità di quartiere, anche esse piccole e poco visibili forse agli occhi di chi amministra.

Questa che vi stiamo per raccontare è la storia del progetto educativo pomeridiano La Freccia Azzurra, nato quindici anni fa e ora a rischio di chiusura come tanti altri progetti educativi pomeridiani della città, che sono stati fino allo scorso anno attivi, i cui finanziamenti e denominazioni nel tempo hanno avuto svariate forme e svariate risorse umane che li hanno animati (in primis i volontari rappresentati da delle associazioni come la nostra e gli educatori professionali delle cooperative), ma la sostanza è sempre la stessa: tenere viva nei territori la luce dei valori della solidarietà, dell’uguaglianza e del diritto allo studio.

Spesso le parrocchie hanno rappresentato e rappresentano gli spazi privilegiati, che rendono possibile la realizzazione di questi progetti, offrendo i propri ambienti a costo zero o quasi e favorendo la ricerca di nuovi volontari. Riprendendo una riflessione sollevata da monsignor Gozzi su La Libertà qualche mese fa, è giusto che le parrocchie, proprietarie di locali nei territori che spesso rappresentano gli unici spazi pubblici a disposizione delle comunità, continuino ad aprirsi ad esperienze di collaborazione con il mondo laico per la promozione dei diritti e della tutela dei più deboli. Potremmo osare ancora di più nella riflessione dicendo che è giusto che le parrocchie esprimano la loro posizione in termini politici, cioè si aprano al dibattito con la cittadinanza e l’Amministrazione, rispetto ai progetti educativi di cui diventano partner insieme a società sportive, associazioni, cooperative, proprio come è accaduto nel progetto La Freccia Azzurra di Cella.

Leggi tutto l’articolo a cura dei volontari dell’associazione Mattone su Mattone su La Libertà del 21 novembre

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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