Proclamati i vincitori del Reggio Film Festival 2018

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«Una vera festa del cinema, dell’arte e della gente»: Alessandro Scillitani, direttore artistico del Reggio Film Festival, sintetizza con soddisfazione la serata, avvenuta lunedì 19 novembre al Cinema Rosebud di Reggio Emilia, che ha chiuso l’edizione numero diciassette di una manifestazione sempre più partecipata sia a livello locale che internazionale.

Ecco i cortometraggi premiati, categoria per categoria.

Il Primo Premio Giuria Internazionale è stato assegnato a Heyvan di Bhaman Ark (Iran, 15′) con la seguente motivazione: «L’uomo che si fa animale per oltrepassare un confine è un’idea forte che rimane addosso. Compatto e coerente, cattura nel raccontare una solitudine brutale che non trova riscatto in nessun altrove». Menzione speciale a Romantik di Mateusz Rakowicz (Polonia, 22′): «L’odissea lunga una notte di un polacco a Parigi diverte, ma il doppio fondo è amaro: essere clandestini è una parte di ognuno di noi».

Il Premio Giuria Popolare, attribuito dal pubblico in sala, è andato a Buffet di Alessandro D’Ambrosi e Santa De Santis (Italia, 18′), mentre il Premio Giuria Popolare – Sezione Family a Moroshka di Polina Minchenok (Russia, 7′ 46”).

La morte è una livella di Bettina Zironi si è aggiudicato il Premio Diversi/Uguali – La differenza è creativa, mentre il Premio per il miglior cortometraggio attribuito dalla giuria del SNCCI del gruppo Emilia-Romagna e Marche (costituita da Luisa Ceretto, Paola Olivieri e Gianluca Stanzani) è stato assegnato a Belle à croquer del regista francese Axel Courtière (15′), per l’originalità con cui è trattato, tramite il tema del cannibalismo, l’incontro-scontro tra carnivori e vegetariani/vegani: «Una favola nera lieve e ironica che rende omaggio alla settima arte a partire dalle sperimentazioni avanguardistiche del cinema muto, fino alla più recente imagerie di Jean-Pierre Jeunet. Un colorato divertissement che dà prova di una buona consapevolezza linguistica nel saper miscelare attori in carne e ossa e inserti di animazione». Menzione speciale al cortometraggio Gridlock, del regista irlandese Ian Hunt Duffy, per la capacità di «mettere in scena un thriller asciutto, essenziale, in grado di catturare gradualmente l’attenzione dello spettatore, in un crescendo di tensione emotiva (molto efficace il senso di claustrofobia, anche se i protagonisti si trovano all’aria aperta) che si conclude con un coup de théâtre fortemente spiazzante».

Evil Deeds di Piotr Domalewski (Polonia, 24′) ha conquistato il Premio Laicità «per il limpido equilibrio col quale il film, in un ambiente ordinato e impersonale, tiene assieme la probabile deriva di un adolescente, le sue non sopite preoccupazioni etico-religiose e la scoperta dell’umana pietà». 

Il Premio Chierici, assegnato dagli studenti dell’omonimo Liceo di Reggio Emilia, è andato a M.A.M.O.N. di Alejandro Damiani (Uruguay/Mexico, 5′). Menzione speciale a Je ne veux pas mourir di Massimo Loi e Gianluca Mangiasciutti (Italia, 7′); Premio Sound a Nena & Dave Stewart: Be My Rebel di Virgil Widrich (Germania, 3′ 45”); Premio Energee3 ex-aequo a Cuánto. Más allá del dinero  di Kike Maíllo (Spagna, 18′) e Compatible di Pau Bacardit (Spagna 15′).

Il Premio USAC è andato a Magic Alps di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi (Italia, 14’45’’), «per il modo con cui viene umanizzata una questione globale e per la capacità di mettere il cinema al servizio delle emozioni del pubblico». Menzione speciale a Irgendwer di Marco Gadge (Germania, 14’30’’), «per l’efficacia con cui -mediante una narrazione declinata sia al passato che al presente- viene dimostrato quanto una singola azione possa avere effetti senza tempo».

Infine: la Menzione Speciale dello staff del Reggio Film Festival è stata riconosciuta aQuick’n’Clean di Maria Neheimer (Germania, 13’).

Info e programma dettagliato: http://www.reggiofilmfestival.it/

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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