Scie Chimiche alle prese con l’errore

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Nelle prime pagine dei libri di scienze, già dalla prima media, è presente una cosa incredibile che va contro la nostra comune percezione della scienza. Si trova nel primo capitolo perché è il posto dove stanno le cose più importanti, che sono alla base di tutta la disciplina, che però a volte vengono scambiate come una mera introduzione che si può leggere o non leggere, come la prefazione di un romanzo. Il concetto che viene candidamente presentato, esposto, studiato (e spesso velocemente dimenticato) è l’errore.
Tra le prime cose che un ragazzo e una ragazza di prima media imparano è che la scienza ci tiene a dirti forte e chiaro che la perfezione non esiste.
L’errore, lo sbaglio, il limite, l’incompletezza sono tra le prime cose che si studiano perché sono da sempre una certezza nell’esperienza scientifica. Gli errori si nascondono dappertutto: nelle nostre mani, nei nostri occhi, negli strumenti di misura, nei calcoli e nelle elaborazioni dei dati. Il vocabolario scientifico in questo ambito è particolarmente ricco: errori accidentali, assoluti, sistematici, relativi, ma si parla anche di fiducia, tolleranza, deviazione, accuratezza, precisione, eccetera…
Termini che oggi sembrano passati di moda, nel linguaggio comune. 

Leggi tutto il testo nella rubrica Scie Chimiche a cura di Iaia Oleari su La Libertà del 14 novembre

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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