FMR e il Labirinto della Masone

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Vi è mai capitato di perdervi in un labirinto? Dalla mitologia greca, che affida a Dedalo la costruzione sull’isola di Creta del leggendario labirinto per il mostruoso Minotauro, a quella medievale, che riconosce nell’intricato reticolo di vie, diverse ma simili, il cammino simbolico dell’uomo verso Dio, alla letteratura moderna degli scrittori Jorge Luis Borges o Umberto Eco, da sempre il tema del labirinto affascina, ispira, evoca.
La medesima suggestione vissuta da Franco Maria Ricci, editore parmense, designer raffinato e soprattutto amante dell’arte, di cui è collezionista appassionato, capace di unire epoche e provenienze differenti in un unico spazio appositamente creato: il Labirinto della Masone a Fontanellato di Parma.

Nato come parco culturale per ospitare il suo patrimonio artistico personale, costituito da circa cinquecento opere, tra dipinti, sculture e oggetti d’arte, che spaziano dal XVI al XX secolo, il labirinto è la perfetta rappresentazione dei molteplici percorsi che la genialità di Ricci ha espresso nel corso di una vita intensa e ricchissima di ispirazioni artistiche e di visioni creative. Realizzato con oltre 200.000 bambù di circa venti specie differenti, il labirinto si estende su sette ettari di terreno al cui interno gli spazi culturali si aprono come uno scrigno per condividere la preziosa collezione d’arte. Le opere di Ludovico Carracci, Gian Lorenzo Bernini, Francesco Hayez, Antonio Canova, Giuseppe Baldrighi, Antonio Ligabue, Adolfo Wildt e molti altri si alternano ad artisti meno conosciuti, espressione, insieme, del gusto personale di questo straordinario collezionista che con naturale nonchalance aristocratica ha raccolto un pregevole patrimonio artistico e culturale per il proprio piacere personale, di cui tutti oggi possono godere.

Leggi il testo integrale della rubrica a cura di Valeria Braglia su La Libertà del 14 novembre

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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