Banca Etica, tra fiducia, dono e scarto

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Note dall’incontro con Gianni Caligaris e Brunetto Salvarani

L’interesse più alto è quello di tutti. È uno slogan di Banca Etica, che in uno spot con l’attore Pietro Sermonti – mostrato nel pomeriggio di sabato 10 novembre al Centro sociale Rosta Nuova durante l’assemblea dei soci – spiega in modo simpatico che anziché esportare capitali all’estero o far prendere al denaro strade digitali di dubbia trasparenza (si veda alla voce bitcoin), è più sensato investire i risparmi in progetti locali e conosciuti. Come le tre storie del territorio reggiano, dal Cerreto al quartiere Santa Croce di Reggio, che vengono raccontate nella prima parte dell’incontro per bocca & slide di piccoli imprenditori finanziati da Banca Etica.

Il secondo tempo è invece dedicato alla presentazione del libro “Frammenti di un discorso economico. Pillole di economia e finanza fra e sopra di noi” (Euno edizioni, 260 pagine, 15 euro) in compagnia dell’autore, Gianni Caligaris, sociologo e saggista di Parma, e del teologo-scrittore carpigiano Brunetto Salvarani. L’imbeccata viene in questo caso da un altro video che viene proiettato: è il famoso discorso sul Pil che Robert Kennedy teneva cinquant’anni fa all’Università del Kansas. Un richiamo sempre valido al fatto che gli indicatori economici più idolatrati, dal Dow Jones all’ultima pagella vergata dalle strapotenti agenzie internazionali di rating, non potranno mai rilevare il benessere di un popolo.

Se ne trova eco anche nella Laudato si’ di Papa Francesco, ad esempio al numero 113 dell’enciclica, dove letteralmente si nota che “la gente ormai non sembra credere in un futuro felice, non confida ciecamente in un domani migliore a partire dalle attuali condizioni del mondo e dalle capacità tecniche”. Perché la domanda di fondo, tacitata dai surrogati che il consumismo e l’industria dei social inventano di continuo per tentare di riempire il vuoto, è proprio la ricerca di felicità. La stessa che fa capolino mentre con i relatori e il pubblico, nel dibattito partecipato e aperto al dissenso politico che segue, si parla di crisi di fiducia ma anche di logica del dono, con Salvarani a ricordare a un uditorio laico come Giobbe e Qohelet, nella Bibbia, entrino nell’economia con una logica non commerciale e non debitoria, indicando invece la via del limite, della misericordia e della povertà.

Continua a leggere tutto l’articolo su La Libertà del 14 novembre

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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