Issm Peri-Merulo: Franco Fabbri e il ’68, le idee di oggi per la musica di domani

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Sabato 10 novembre il leader degli Stormy Six in Auditorium interverrà su canzone politica e canzone “impegnata” intorno al 1968

Un ospite d’eccezione e un tema ancora attuale per indagare ancora una volta sul ruolo della musica nella società contemporanea, tra passato e presente. Sabato 10 novembre alle ore 17 nell’Auditorium “G. Masini” dell’Istituto Peri-Merulo, Franco Fabbri interverrà nell’incontro “Le idee di oggi per la musica di domani: canzone politica e canzone ‘impegnata’ intorno al 1968”.

Musicologo e storico leader degli Stormy Six, Fabbri, con la formazione milanese, ha attraversato in musica gli anni ’60 e ’70 con canzoni rimaste nella storia del rock e progressive italiano avvicinandosi successivamente alla canzone politica. Franco Fabbri, inoltre, è uno dei pionieri dei popular music studies, gli studi interdisciplinari sulla musica popolare nati nei primi anni Ottanta con l’intento di coniugare analisi musicale e interpretazione socio-culturale. L’ingresso è libero e limitato ai posti disponibili.

“Nulla come l’ascolto di una canzone ha il potere di riportarci d’un balzo nel mondo popolato dai nostri ricordi, ma c’è il rischio che nel ricordo si confondano i contorni di quelle che a suo tempo s’imposero come tendenze ben distinte e in alcuni casi contrapposte – spiega Monica Boni, docente bibliotecario dell’Istituto e curatrice della mostra -. Il ’68 ha significato anche per la canzone una maggiore libertà d’espressione e ha aperto la strada a coloro che semplicemente volevano cambiare la musica. Il racconto del prof. Fabbri porta la testimonianza di chi ha vissuto dall’interno questo cambiamento e ha contribuito a determinarlo con la sperimentazione musicale condotta sul campo in centinaia di concerti. D’altro canto la sua analisi retrospettiva, condotta con distacco critico e spirito di osservazione scientifica, costituisce la guida più autorevole alla comprensione dei fenomeni che hanno segnato con maggior peso la musica di quegli anni: dalla canzone politica come genere che si afferma in continuità con la tradizione, alla sua compenetrazione con il concerto rock, alle trasformazioni molto rapide del pubblico e del mercato”.

Prima dell’incontro con Fabbri, sarà possibile visitare la mostra bibliografica “Suoni in Movimento”, dedicata alla “rivoluzione” del ‘68 in chiave musicale, allestita nel corridoio-foyer dell’Istituto. Il titolo di una sezione cita tra virgolette il primo album realizzato dagli Stormy six nel 1968 e pubblicato l’anno successivo (“Le idee di oggi per la musica di domani”) e distingue i percorsi della canzone politica d’opposizione (Paolo Pietrangeli e Giovanna Marini), alimentata dal folk revival del Nuovo Canzoniere italiano (dal 1962) e documentata dalla collana dei Dischi del Sole, da quelli della canzone ‘impegnata’ dei cantautori. Nei primi anni Settanta questa prenderà il nome di ‘canzone d’autore’ e ad essa, con diversi gradi d’impegno, concorreranno cantautori della seconda generazione (Guccini, De André, De Gregori, Venditti, Dalla, Baglioni, Battisti). Gli anni del confronto politico, che coinvolgerà per la prima volta in Italia grandi masse studentesche saranno caratterizzati dalla compresenza di generi variegati che oltre ai due citati, comprendono la canzone sofisticata (Mina, Vanoni) e il rock progressivo (Orme, New Trolls, PFM, Banco del Mutuo Soccorso, Area), nato sul modello del progressive rock inglese.

La mostra, nell’ambito del progetto regionale “Energie Diffuse” e dei Bibliodays 2018, raccoglie 146 documenti di cui ben la metà provenienti da collezioni private, che raccontano dal punto di vista musicale un anno chiave nella cultura artistica del nostro Paese e del territorio reggiano. L’allestimento è visitabile dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 19.30, fino al 22 dicembre 2018.

Gli Stormy Six

Una sintesi delle coesistenze e delle trasformazioni musicali fra anni ’60 e ’70 è data dal percorso creativo degli Stormy Six, gruppo musicale italiano costituitosi a Milano nel 1965 e scioltosi nel 1983, che ha attraversato numerose stagioni della musica italiana: beat (1965-1969), country rock (1970-1971), folk rock (1972-1974), progressive folk (1975-1980), rock progressivo (1977-1983), avant-progressive rock (1977-1983).

Nel 1967 vengono scelti come uno dei gruppi spalla dei Rolling Stones per la loro prima tournée italiana, nel 1980 vincono il premio della critica discografica tedesca per il miglior album rock con “Macchina maccheronica”, considerato una pietra miliare del progressive europeo più ambizioso: le date sono ben rappresentative dell’evoluzione della loro poetica. Nati come gruppo rhythm & blues nell’epoca del beat, sono stati fra gli esponenti del primo rock italiano (con venature psichedeliche e country), si sono poi avvicinati alla canzone politica e hanno creato una fusione stilisticamente unica tra canzone politica e rock progressivo.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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