Festival Mundus 2018: Fabrizio Bosso e Luciano Biondini insieme con “Face To Face – With Strings”

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Lunedì 29 ottobre alle ore 21.00 nella Sala degli Specchi del Teatro Valli a Reggio Emilia i due celebri musicisti recuperano il concerto – saltato lo scorso 3 luglio alla Reggia di Rivalta causa maltempo – tra estetica jazz, improvvisazione ed influenze mediterranee accompagnati dall’Ensemble di archi dell’Istituto musicale “A. Peri/C. Merulo” di Reggio Emilia con direzione e arrangiamenti di Roberto Molinelli.  Nell’ambito della 23esima edizione della storica rassegna organizzata da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna. Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia

Si recupera finalmente uno dei concerti più attesi della 23esima edizione della nota e apprezzata rassegna musicale Mundus organizzata da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna in collaborazione con la Regione Emilia Romagna e tutti i Comuni partecipanti, saltato lo scorso 3 luglio alla Reggia di Rivalta di Reggio Emilia causa maltempo.

Si intitola “Face to Face – With Strings” il concerto a ingresso gratuito (fino a esaurimento dei posti disponibili) realizzato in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia che vede protagonisti due musicisti di fama internazionale come Fabrizio Bosso e Luciano Biondini – accompagnati dall’Ensemble d’archi dell’Istituto Musicale “A. Peri/C. Merulo” di Reggio Emilia con la direzione e gli arrangiamenti di Roberto Molinelli – che avrà luogo lunedì prossimo 29 ottobre alle ore 21.00 presso la Sala degli Specchi del Teatro Municipale Romolo Valli a Reggio Emilia. Il concerto è realizzato in collaborazione tra ATER e l’Istituto Musicale “A. Peri/C. Merulo”.

Face to Face, faccia a faccia: il primo lavoro discografico in duo di Fabrizio Bosso e Luciano Biondini si muove tra i richiami all’estetica del jazz, la libera improvvisazione e le influenze mediterranee. Il poliedrico trombettista piemontese incontra il tocco maturo e misurato del fisarmonicista di Spoleto in un dialogo fatto di reciproco ascolto e profonda empatia. La forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un progetto di grande fattura.  Un dialogo tra pari, in cui non emerge una leadership, ma un interplay sempre funzionale all’espressione compiuta del discorso musicale.

Fisarmonicista misurato e dal tocco impeccabile, Biondini è dotato del linguaggio maturo proprio di chi possiede una profonda conoscenza della tradizione jazzistica moderna e un revisionismo storico tutto personale. Bosso, trombettista poliedrico e sfaccettato, anche lui giunto a una pregevole intensità artistica, lo asseconda in questa ricerca, tra le irruenze e le delicate alchimie di cui è intriso il suo suono. La forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano un disco di grande fattura.

Il programma è certamente Jazz, e di grande qualità, che comprende anche echi di Astor Piazzolla, di Leonard Bernstein e di musica per cinema. Un piccolo, scintillante catalogo, di una parte della musica colta e appassionante del Novecento.

Il 29 ottobre al Teatro Valli saranno accompagnati dall’Ensemble d’archi dell’Istituto Musicale “A. Peri/C. Merulo” con la direzione e gli arrangiamenti di Roberto Molinelli, direttore d’orchestra, compositore e violista.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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