Così splende «La Notte dei Santi»

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Nel santuario del beato Rivi mercoledì 31 ottobre dalle 21.15

Guardare ai testimoni della fede per rendere più grande il nostro amore a Gesù e scoprire le ragioni della vera gioia. È questo quello che accadrà mercoledì 31 ottobre presso la Pieve di San Valentino, parrocchia dei Santi Valentino ed Eleucadio Martiri e santuario del beato Rolando Rivi Martire (via Rontano 7, Castellarano).
L’uomo di oggi, colpito da tante fragilità e angosce, ha bisogno di conoscere la gioia e Gesù, come ha detto Papa Francesco, nell’omelia della Messa per la canonizzazione di sette nuovi santi, domenica 14 ottobre, “ci invita a ritornare alle sorgenti della gioia, che sono l’incontro con Lui, la scelta coraggiosa di rischiare per seguirlo, il gusto di lasciare qualcosa per abbracciare la sua via”.
I testimoni della fede sono uomini e donne che hanno corso questo rischio, lasciando che Cristo afferrasse e cambiasse tutta la loro vita, rendendosi presente in loro nella storia. Guardare questi esempi illumina il nostro cammino.

L’appuntamento per tutti è alle ore 21.15, quando nell’antica Pieve di San Valentino don Giuseppe Dossetti celebrerà la santa Messa prefestiva, nella festa di Tutti i santi, poi dalle ore 22 gruppi di amici si alterneranno nel canto, nella preghiera e nel racconto della vita di testimoni della fede. Alcuni di loro hanno fatto brillare la luce dell’amore di Cristo nelle tenebre della seconda guerra mondiale, là dove solo l’odio sembrava dominare.

Pasquino Borghi: sacerdote, missionario, partigiano, medaglia d’oro al valor militare. Entrato nel seminario di Marola a 12 anni venne ordinato presbitero nel 1929. Partito missionario per il Sudan, dovette rientrare dopo alcuni anni in Italia per ragioni di salute. Divenuto parroco di Tapignola (Villa Minozzo) nel 1943, diede ospitalità, nella sua casa canonica, a militari sbandati dopo l’8 settembre, a giovani che fuggivano dalla chiamata alle armi degli occupanti nazisti, a partigiani che lottavano per il ritorno alla libertà nel Paese.
“Ma dove li mando questi poveri ragazzi se nessuno li vuole ospitare?”. Arrestato dai militari fascisti della GNR, fu percosso brutalmente ed umiliato, senza alcun rispetto per l’abito talare che indossava. Don Pasquino, però, sopportò ogni violenza e ogni tortura con cristiana rassegnazione.
Con la sua fede e con la forza d’animo che gli venivano dalla preghiera infuse coraggio ai compagni di prigionia, che, insieme a lui, subivano la medesima sorte. Condannato a morte dal Tribunale speciale di Reggio Emilia, disse: “Accetto la morte dalla mano di Dio in isconto dei miei peccati, per il bene della diocesi e per impetrare da Dio la grazia della cessazione dei mali che affliggono il nostro disgraziato Paese. Chiedo perdono a tutti … perdono tutti”. Fu fucilato il 30 gennaio 1944 al Poligono di tiro di Reggio Emilia e la sua veste talare, crivellata dai colpi dei proiettili, è oggi custodita presso la sagrestia della chiesa di San Pellegrino a Reggio.

Odoardo Focherini: intellettuale cattolico, padre di sette figli, medaglia d’oro al merito civile della Repubblica Italiana, iscritto all’Albo dei Giusti tra le Nazioni a Yad Vashem per la sua opera a favore degli ebrei durante l’Olocausto, Beato e Martire della Chiesa. Arrestato nel marzo del 1944 per la sua opera di amore nei confronti dei fratelli ebrei (di cui scriveva: “Se tu avessi visto, come ho visto io in questo carcere, come trattano gli ebrei qui dentro, saresti pentito solo di non averne salvati di più”) morì nel campo di concentramento di Hersbruck in Germania, a 37 anni.
Papa Benedetto XVI lo ha proclamato beato perché martire. Dal lager Focherini riuscì a far pervenire alla moglie Maria numerose lettere. In una di queste scriveva: “Il Signore sarà con noi. E in ogni ora, nella preghiera, ci ritroveremo davanti a Dio per pregarlo di aiutarci, di proteggerci di darci luce e forza, coraggio e fede, di santificare e fruttificare a nostro vantaggio e per i nostri bimbi il nostro dolore”.

Altri testimoni della fede, di cui si parlerà a San Valentino, hanno incarnato l’amore di Dio nel dopoguerra, impegnati nella ricostruzione del Paese o sopportando in modo eroico lunghi periodi di malattia.
Giuseppe Castagnetti: sindaco di Prignano (Modena) dal 1945, padre di dodici figli e amministratore saggio, profuse instancabilmente le proprie energie per il bene dei suoi cittadini, indossando sempre i sandali, in segno di umiltà e di fiducia nell’aiuto del Signore. Figlio spirituale di San Padre Pio da Pietralcina, Castagnetti è stato un esempio luminoso di politico tutto dedito al bene comune. Nel 2009 si è aperta la causa per la sua beatificazione.

Continua a leggere l’articolo di Emilio Bonicelli su La Libertà del 24 ottobre

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