Cinquant’anni di Studio teologico

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Inaugurato l’anno accademico con la prolusione di Monari

“Tante volte vediamo il Concilio non attuato, ma lo Studio teologico è un esempio di recezione vitale”, scrive don Manini nell’aggiornarci sull’avvio dell’anno accademico 2018-2019. Ecco alcune note.

Nell’aula magna del seminario, lo Studio Teologico Interdiocesano ha inaugurato solennemente l’anno accademico, a cinquant’anni dalla fondazione.
Dopo un saluto del vescovo di Reggio Emilia-Guastalla Massimo Camisasca (che ha parlato del trasferimento della sede da viale Timavo), monsignor Luciano Monari ha tenuto la prolusione “A cinquant’anni dalla fondazione dello Studio teologico interdiocesano. Ricordi d’un professore”. Tra i saluti arrivati all’assemblea, quelli del cardinale Camillo Ruini, di monsignor Daniele Gianotti (già professori e presidi) e di monsignor Giacomo Morandi (già alunno e professore). Tra i presenti c’erano anche alcuni dei professori, ora emeriti, fondatori dello Studio.

Introducendo monsignor Monari, il nuovo direttore dello Studio, il professor Filippo Manini (succeduto al professor Daniele Moretto) ha notato come la celebrazione del cinquantenario è venata d’amarezza, perché l’anno prossimo sarà lasciata la sede storica e già ora la bella Biblioteca del Seminario è chiusa e sarà smembrata (una parte arricchirà la biblioteca dei Cappuccini per dare origine a una nuova realtà). Ha poi segnalato lo Studio teologico come un esempio vivo di recezione del Concilio nelle nostre chiese.

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