Abbracciati da Pucallpa

Stampa articolo Stampa articolo

Ottobre missionario: l’esperienza di sette giovani in Perù

Conoscere una realtà lontana di cui nessuno parla, incontrare la gente del posto e mettersi all’ascolto: questo il senso dell’esperienza di sette giovani rientrati dal campo missionario di Pucallpa (Perù). Ce ne parla in questo articolo Elisa Maroni, della parrocchia di Regina Pacis in Reggio Emilia.

Pucallpa è una città di circa 450.000 abitanti situata nella Selva Amazzonica, a 1.200 km da Lima. Il suo nome, che deriva dal Quechua, la lingua del popolo Inca, significa “terra colorata” proprio per le sue strade di terra rossa. La città ospita un porto che si affaccia sul fiume Ucayali e la legna che viene estratta dalla foresta Amazzonica percorre la strada del fiume fino alla città, alimentando l’economia e rendendo Pucallpa un centro in continua e disordinata espansione. Il clima è equatoriale: alte temperature e livelli di umidità, grandi escursioni termiche tra la notte e il giorno.
è proprio in questa realtà che io e altri sei ragazzi italiani (Eleonora di Fidenza, Giorgia di Sassuolo, Mauro di Maranello, Michele di Calerno, Chiara e Veronica di Milano) siamo arrivati a inizio agosto.

Ospitati nella parrocchia di San Francisco de Asís da padre Luca, abbiamo preso parte a un progetto nato nel 2010 dalla collaborazione del gruppo missionario di Novellara e il fidei donum di Milano, con la finalità di far conoscere e aiutare le missioni nel territorio peruviano tramite iniziative (vendita di magliette, raccolta fondi e materiali) e proposte di esperienze estive di servizio per ragazzi italiani. Qualche incontro prima di partire e una videochiamata col Perù ci hanno preparato all’esperienza.
Ricordo in modo significativo la giornata di ritiro a Concenedo di Barzio: era il primo giorno che ci trovavamo tutti e sette di fronte, per conoscerci e condividere i ‘perché’ e i ‘per come’ della scelta di partire, era bello vedere come ognuno di noi avesse la propria storia ma tutti volevamo dare nuove sfumature alla nostra vita; ci eravamo fidati dei nostri desideri e ci siamo buttati.

In aeroporto siamo stati (r)accolti da Giacomo, Silvia, don Luca, don Silvio e un gruppo di ragazzi della parrocchia che tenevano in mano un cartello colorato di benvenuto, scritto in italiano. Insieme ci siamo poi spostati nella parrocchia per la cena. Forse per quella storia del nome, ma c’era già tanto colore intorno a noi. Giacomo e Silvia sono una giovane famiglia in missione a Pucallpa, con don Luca, ci hanno accompagnato durante l’esperienza, raccontato tante storie e abitudini del popolo peruviano e ci hanno aiutato a capire quella realtà tanto diversa dalla nostra, quanto affascinante e complessa.
Il programma della missione non era basato tanto sul darsi da fare, quanto sul condurre una vita il più possibile semplice, condividendo le piccole storie locali che popolavano la realtà che ci ospitava.

Continua a leggere l’articolo di Elisa Maroni su La Libertà del 24 ottobre

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

Lascia un commento