Terzo incontro cultura cattolica a Regina Pacis

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UNITÀ PASTORALE “SANTA MARIA DEGLI ANGELI” (Regina Pacis, Codemondo, San Bartolomeo, Roncina, Spirito Santo), “CIRCOLO DI CULTURA” G. TONIOLO “e ANTEAS/RE (Associazione Naz. Tutte le Età Attive per la Solidarietà) e con il sostegno della COLDIRETTI.”

La terza serata a Regina Pacis si terrà per Giovedì 25 ottobre 2018, ore 20.45, con la presentazione dell’ultima “fatica” di Sandro Spreafico, dall’impegnativo titolo: “Cristianesimo e intelligenza della storia”. Intervengono personalità di primo piano della cultura e della politica a Reggio Emilia: Pierluigi Castagnetti (già segretario nazionale del PPI), don Giovanni Costi (direttore del Centro Diocesano Studi Storici “F. Milani” di Marola), Mirco Carrattieri (già presidente Istoreco di Reggio Emilia, ora direttore del Museo della Resistenza a Montefiorino di Modena), Andrea Marconi (docente nelle suole superiori, ricercatore dell’Università di Bologna). Modera il Direttore della “La Libertà”, Edoardo Tincani.

Cinquecento pagine di testo nelle quali, raccogliendo interventi tenuti nell’arco di quattro decenni,l’autore spazia tra i crocevia degli ultimi due secoli, dalla Rivoluzione francese al Risorgimento, dal cattolicesimo sociale alle sfide dello Stato totalitario, dalla Resistenza al post-Concilio. Del tutto nuovi i capitoli riguardanti la fondazione della Democrazia Cristiana clandestina, i diari di guerra di Giorgio Manenti, il pensiero e la predicazione trentennale di P. Aldo Bergamaschi.

Nel testo emergono molti tratti originali della ‘personalità’ di una comunità di fede, come quella reggiana. Sintetizzando, si può affermare che siamo di fronte ad una Chiesa dotata, nei suoi sacerdoti e nei suoi laici, di antenne molto sensibili alle emergenze storiche o che dimostra, almeno, buone capacità di recupero, allorché non ha saputo esprimere una pronta e adeguata risposta alle sfide della contemporaneità. Si pensi alla portata del movimento socialista di Camillo Prampolini di fine Ottocento, che produce fenomeni di apostasia di massa e che mette alla frusta la generazione della Rerum Novarum; oppure alla faticosa conquista di una coscienza politica, accompagnata da dialettiche interne al cattolicesimo organizzato, prima della Grande Guerra; alla riconquista di un’identità dinanzi alle pretese di uno Stato mussoliniano, totalitario e pagano, che induce il vescovo Brettoni a parlare di “Resistenza” fin dal 1936.

Se questa Chiesa fa soffrire qualche vescovo, ciò accade per eccesso di creatività e di spirito sperimentale, di attenzione alle istanze di riforma che, a partire dall’ultimo Settecento, salgono dall’interno, o di giustizia sociale, che hanno connotato, del resto, la storia complessiva della reggianità.

 

Sandro Spreafico

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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