Giovanni Paolo II, santo tra noi

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Donata all’unità pastorale Bibbiano-Barco una reliquia di Wojtyla

L’arrivo della reliquia di san Giovanni Paolo II nell’unità pastorale di Bibbiano-Barco ha riunito davvero tantissime persone nella bellissima chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta recentemente restaurata. Un evento straordinario che si è svolto in un’atmosfera altrettanto straordinaria di silenziosa commozione e raccoglimento. Sono trascorsi esattamente 40 anni da quando papa Giovanni Paolo è stato eletto successore di Pietro e 30 anni da quando egli stesso è venuto in Visita Apostolica alla nostra Diocesi, dove ora resterà definitivamente con la sua reliquia. Una delle celebri frasi di Giovanni Paolo II era “Cristo vi parla, Cristo vi chiama: sappiate rispondere!” e in moltissimi hanno risposto alla chiamata di potere celebrare questo Papa santo con incredibile devozione al suo ritorno in terra reggiana, accogliendone la reliquia come presenza della santità in mezzo a loro.

Martedì 2 ottobre monsignor Mieczyslaw Mokrzycki, Arcivescovo metropolita di Leopoli, già segretario di Papa Giovanni Paolo II per ben dieci anni, ha consegnato alla venerazione dei fedeli dell’unità pastorale di Bibbiano-Barco una reliquia del Papa santo con una solenne Celebrazione eucaristica da lui presieduta, alla presenza di diverse autorità civili e militari locali e provinciali. La cerimonia è stata preceduta dalla recitazione di alcune poesie di Giovanni Paolo II intervallate da brani musicali. Al termine di questo momento di belle parole e bella musica, che è stato pensato proprio per creare un’atmosfera di raccoglimento e riflessione, ha avuto inizio la Celebrazione eucaristica introdotta dall’emozionatissimo parroco don Wojciech Darmetko che, finalmente, vedeva realizzarsi un desiderio custodito in lui da tanto tempo.

Una specialissima attenzione è stata prestata dall’assemblea all’omelia, durante la quale l’Arcivescovo ha descritto la figura del Papa dal punto di vista di chi l’ha conosciuto nella sua quotidianità più silenziosa, ma non per questo meno significativa. Caposaldo della vita di Giovanni Paolo era la preghiera in ogni momento della giornata e in ogni sua forma: da quando si svegliava il mattino presto e subito si prostrava sul pavimento della sua stanza per recitare il santo Rosario a quando, la sera tardi, tornava a raccogliersi nella sua cappella senza poi mai dimenticare, prima di coricarsi, di affacciarsi alla finestra della sua stanza e regalare l’ultima benedizione a chiunque si trovasse in quel momento in piazza San Pietro e ad ognuno nel mondo.

Se era un pastore dotato di una straordinaria fede profonda, era soprattutto un uomo dotato di piena maturità umana. Pensava sempre agli altri, si preoccupava di difendere la dignità di ogni essere umano e aveva un interesse davvero speciale per l’uomo, ogni uomo in ogni condizione. Circondava i bambini, i giovani e i sofferenti di una cura particolare ed era sensibile e attento in tutto ciò che faceva e in nulla era superficiale. A tutte le persone che incontrava ripeteva “Io prego per te e mi ricorderò di te” ed era la pura verità e non un modo di dire. Pregava sempre per le persone prima di incontrarle e anche dopo l’incontro. A lui giungevano lettere da ogni parte del mondo con richieste di preghiera che venivano scritte su fogli di carta poi depositate sul suo inginocchiatoio nella sua cappella privata. Ogni volta che entrava nella cappella prendeva in mano quei fogli, li leggeva con attenzione e li benediceva con un segno di croce.

Continua a leggere l’articolo di Maura Menozzi su La Libertà del 17 ottobre

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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