Archivio storico Officine Reggiane

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IL MONDO DELLA GRANDE FABBRICA RIVISTO NEI VOLTI E NELLA VITA DI OPERAI, PROGETTISTI E IMPIEGATI: RECUPERATE E RIORDINATE LE 22.000 CARTELLE PERSONALI DEI DIPENDENTI DAL 1904 AL 1994

I volti, i documenti, le formule stringate dell’addetto amministrativo che indicano il giorno di assunzione, il reparto di assegnazione e le mansioni, il licenziamento e la riassunzione, un permesso, le ferie… Piccole\grandi tracce del lavoro e della vita di 22.000 persone: operai, impiegati, progettisti, dirigenti che dal 1904 al 1994 hanno speso i loro giorni, i loro ideali, la loro competenza e perizia, la loro fatica nei 600.000 metri quadrati di capannoni, uffici e servizi a Santa Croce di Reggio Emilia, nelle Officine Meccaniche Reggiane. Quelle 22.000 cartelle personali sono state al centro di un intervento di riordino recentemente conclusosi con la loro catalogazione e inventariazione ed ora, nel rispetto delle leggi in materia archivistica e di privacy, dal prossimo 2 novembre sono consultabili – su richiesta con un apposito modulo reperibile al Polo archivistico di Reggio Emilia o sul Sito internet dello stesso Archivio Officine Reggiane – da parte di studiosi, ricercatori e famigliari degli stessi ex dipendenti. Il modulo di consultazione, compilato, andrà consegnato al Polo archivistico che – qualora la documentazione esista ancora: non vi è certezza assoluta, i documenti hanno attraversato un secolo e, la maggior parte di essi, due guerre mondiali con bombardamenti pesantissimi – metterà a disposizione la Cartella richiesta nell’arco di 5 giorni lavorativi. E’ l’esito recente forse più significativo della prosecuzione del progetto di salvaguardia, riordino e valorizzazione dell’Archivio storico delle Officine Reggiane – disegni tecnici, lucidi, fondo fotografico, cartelle del personale, libri sociali, video e oggetti – donato dall’imprenditore commendator Luciano Fantuzzi, ultimo proprietario delle Officine Reggiane, al Comune di Reggio Emilia. Quelle cartelle sono un emozionante ‘ritorno al presente’, una riemersione alla vita della città e del nostro tempo di pezzi di storie di quelle persone, protagoniste per un secolo, il Novecento, della grande fabbrica giunta ad essere la quarta in Italia dopo Fiat, Breda e Ansaldo, dando lavoro e vivendo del lavoro di poco meno di 12.000 dipendenti nella fase di massima espansione, nei primi anni Quaranta.

 

LE CARTELLE DEL PERSONALE – Dell’intero Archivio storico Officine Reggiane, la parte più voluminosa è quella relativa al Personale e alla sua gestione, che da sola ha una consistenza di circa 200 metri lineari. All’apice del loro successo industriale, durante la seconda guerra mondiale, la ‘Officine Reggiane’ aveva quasi 12.000 dipendenti, ma nel suo intero secolo di vita i suoi lavoratori sono stati molti di più: 6.000 durante la prima guerra mondiale, 5.000 all’epoca della liquidazione coatta (1951) e migliaia di altri nei decenni successivi. Dipendenti che provenivano non solo da Reggio Emilia, ma da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. L’ufficio personale raccoglieva non solo i loro nomi, ma anche la loro storia professionale: assunzioni, specializzazioni, mansioni, raccomandazioni e promozioni, licenziamenti, premi e punizioni, infortuni, in certe fasi anche orientamenti politici e poi stipendi, contribuzioni, costi assicurativi. Alcuni di loro erano famosi, come l’asso dell’aviazione Pietro Scapinelli, ma la maggior parte era composta da normali lavoratori, padri e madri di famiglia, orgogliosi di lavorare in una grande azienda, vanto di un’intera città.

 

IL FONDO FOTOGRAFICO – Le Officine Reggiane, tra il 1937 e il 1981, hanno raccolto un ingente numero di scatti fotografici che testimoniano e raccontano la vita dell’azienda e dei propri dipendenti. Il fondo è costituito da 21.124 immagini, tra negativi su lastra e su pellicola, fotografie a colori e fotografie in bianco e nero, contenuti in 65 scatole di legno 2 scatoloni, che documentano visivamente la storia secolare dell’azienda. Questi materiali sono stati salvati dalla distruzione cui erano destinati dopo la chiusura delle Officine e, donati al Comune tra il 2011 e il 2013, sono attualmente conservati nel Polo archivistico. A questo primo fondo storico si è aggiunto nel 2016 un nucleo di circa 3.000 negativi su lastra di vetro appartenuto a Renato Losi, professionista di cui l’azienda meccanica si avvalse in particolare tra gli anni Quaranta e Cinquanta. I negativi su lastra e le stampe raccontano la lunga vita, la produzionele difficoltà e le conquiste di una grande impresa, oltre che tutte le attività organizzate per lo svago dei dipendenti: gite, attività sportive, mostre aziendali, iniziative per i bambini e molti altri istanti di vita fuori e dentro l’azienda.

 

I DISEGNI TECNICI – In 13 casse di legno e 3 cassettiere sono conservati migliaia di disegni tecnici realizzati dalle Reggiane in quasi 100 anni. Ogni singolo pezzo costruito all’interno della fabbrica doveva essere disegnato e catalogato, con la data, il nome del disegnatore e la descrizione dell’oggetto, fosse esso un semplice bullone o il progetto di un aeroplano. Nelle 13 casse sono contenuti principalmente i progetti aeronautici, dal RE 2000 al RE 2006, che sono sempre stati oggetto di particolare curiosità e attenzione da parte dei ricercatori. È noto, infatti, tra il 1935 e il 1944/45 – periodo in cui le Reggiane facevano parte del gruppo Caproni – lo sviluppo del settore aeronautico militare, che in quegli anni diede lustro alla produzione dell’azienda sia a livello nazionale che internazionale. La serie che costituisce una testimonianza preziosa di quell’attività è stata per oltre 70 anni gelosamente custodita all’interno dei depositi dell’azienda, inaccessibile agli studiosi, se non per rare eccezioni, al pari di tutto il resto della documentazione.

 

ARCHIVIO DIGITALE REGGIANE – Le Officine Meccaniche Reggiane, affermatesi nella prima metà del Novecento come centro di ricerca, progettazione e produzione meccanica d’avanguardia, occupano una posizione di assoluto rilievo nella storia dell’industria e della tecnologia e costituiscono un patrimonio culturale di grande valore sia per la comunità locale, sia a livello nazionale. L’Università degli studi di Modena e Reggio Emilia (Unimore) ha quindi accolto e fatto proprio con entusiasmo, nei primi anni del Duemila, il progetto dell’ingegner Paolo Riatti e del padre Adriano volto a realizzare, presso la Mediateca della Biblioteca universitaria di Reggio Emilia, un Archivio digitale di materiale documentale di varia tipologia che testimoni e illustri la stagione delle Officine Reggiane, vera struttura “politecnica” di ricerca applicata e primario motore industriale del territorio.

 

SITO INTERNET ARCHIVIOREGGIANE.IT – Il sito internet www.archivioreggiane.it offre un’efficace, agile ed esaustiva panoramica sulla storia, i protagonisti e le produzioni delle Officine. Aperto a ulteriori sviluppi e integrazioni, il sito è stato concepito per far conoscere i materiali e le attività dell’Archivio e per mettere a disposizione informazioni in particolare per cittadini e scuole. Ha una veste accattivante, è ricco di foto e agilmente consultabile su mobile.

Pubblicato in Articoli, Società & Cultura

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