Monsignor Pasotti, 50 anni in Curia

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Da La Libertà del 10 ottobre

Era il 1968, il tempo in cui gli studenti non perdevano nessuna occasione per ritrovarsi in piazza a manifestare contro qualcosa o qualcuno, anche solo per il gusto di farlo. Non è stato così per don Carlo Pasotti, oggi monsignore, perché lui il 1° ottobre di quell’anno saliva i gradini della Curia diocesana per iniziare il suo servizio: “Nessuno mi ha mandato via, la signora morte non mi ha ancora voluto, per cui sono ancora qui”, scherza don Carlo al termine del breve momento di ringraziamento per i 50 anni del suo lavoro in Diocesi, che si è svolto nei locali della Curia, un po’ rivoluzionata per i prossimi cambiamenti, lo scorso martedì 2 ottobre.

Monsignor Camisasca, nel ringraziarlo soprattutto per la sua pacatezza, ha ricordato che appena eletto vescovo aveva domandato qualche consiglio al cardinale Camillo Ruini, il quale rispose semplicemente che non ce n’era poi tanto bisogno perché a Reggio il nuovo pastore avrebbe trovato monsignor Pasotti. Don Carlo nasce a Reggiolo nel novembre del 1939 e viene ordinato sacerdote dal vescovo Beniamino Socche nel giugno del 1964. Lo stesso anno inizia il suo servizio pastorale a Castelnovo Monti come vicario parrocchiale e l’anno dopo viene inviato a studiare a Roma per tre anni. Il segno che questi ultimi erano andati proprio bene è dato dal fatto che viene subito nominato pro cancelliere vescovile e dal 1972 cancelliere, carica che riveste tuttora.

Don Pasotti – continuo a tralasciare il monsignorato sicuro di fargli piacere – in questi 50 anni non ha mai smesso, però, di lasciare da parte le tante mansioni dell’ufficio per fare il prete in mezzo alla gente. Per 15 anni ha aiutato don Dino Fontanesi nel servizio festivo a Regina Pacis in città e dal 1984 al 1994 è stato rettore del Seminario diocesano, per essere nominato, subito dopo, parroco a Mancasale.
Non ha mancato di insegnare Diritto canonico in Seminario e nello Studio Teologico Interdiocesano dal 1968 fino al 2011. E ancora: dal 1973 è giudice del Tribunale ecclesiastico emiliano di Modena; come delegato dal Vescovo ha amministrato il sacramento della Confermazione a tanti ragazzi, da una decina d’anni è Canonico penitenziere in Cattedrale, dal 1995 collabora pastoralmente con l’unità pastorale “Beato Oscar Romero’”e nel tempo libero, sempre che gliene rimanga, si diverte a scrivere poesie in rima baciata.

Allora grazie, don, e che la ‘signora morte’, come la chiama lui scherzando, ce lo lasci ancora per tanti anni al servizio della Diocesi.

Giuseppe Maria Codazzi

 

 

Pubblicato in Articoli, Vita diocesana

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