Gabriele Nissim all’assemblea d’inizio anno della FISM

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I giusti e il bene possibile

Ogni anno a settembre proponiamo un incontro formativo per le insegnanti avendo a cuore la dimensione umana. Quest’anno l’invito a promuovere una “riflessione umanizzante” è stato rivolto a Gabriele Nissim, storico e saggista, è fondatore e presidente di Gariwo, la onlus che si occupa della ricerca delle figure esemplari dei Giusti e della loro divulgazione (nella prima foto, da sinistra, la professoressa Tegani, Sandra Rompianesi, presidente provinciale della Fism, Gabriele Nissim e, in piedi, il presidente della Provincia Giammaria Manghi). Nel 2003 Nissim ha promosso a Milano la costruzione del Giadino dei Giusti di tutto il mondo, e in seguito la campagna che ha portato alla proclamazione della Giornata europea dei Giusti (6 marzo, istituita dal Parlamento Europeo nel 2012) e all’approvazione da parte del Parlamento italiano (dicembre 2017) della legge che istituisce la Giornata dei Giusti dell’umanità.

Dopo l’affettuoso saluto da parte delle Istituzioni reggiane, il professor Nissim è entrato subito nel vivo dell’argomento, premettendo che il suo interesse alla ricerca di chi fossero i Giusti è stato accompagnato da molto studio, molto tempo dedicato all’approfondimento dei concetti di bene, male, giusto, per altro concetti molto dinamici e in evoluzione perché si modificano nel tempo e nei vari contesti in cui si analizzano. Nissim tenta una definizione, riconoscendo i Giusti come quegli uomini che scelgono la possibilità di esserlo e di fare il bene possibile, a partire dallo studio dei Giusti della Shoah, cioè di chi si oppose all’Olocausto salvando delle vite, fino ai tanti Giusti dell’umanità, “uomini normali, con gli stessi nostri difetti, che sono stati capaci di compiere atti di coraggio in modo sorprendente e inaspettato.”

Nissim richiama gli uditori a tener presente due principi; il primo, che il bene non deve venire disperso, affermato anche da Moshe Bejski, che sprona a non dimenticare chi ci ha salvato o ci ha fatto del bene, sottolineando che questo principio ci ricorda che il male non è ineluttabile.
Il secondo principio è la questione della gratitudine, un aspetto molto importante per chi fa atti di umanità; è importante ricordare chi fa il bene per sostenerlo nella sua “opera” affinché continui a farlo. Ci sono Giusti che agiscono durante il male, quando esso si compie (ad esempio durante i genocidi): questi Giusti dimostrano che l’animo umano non può accettare il male, rendendo esplicito che il male non si potrà insediare del tutto. Questa consapevolezza porta la speranza. Ci sono poi i giusti che agiscono sulle macerie, cioè quando il male si è già compiuto, e i cosiddetti trentasei zaddiqim nistarim, che secondo il Talmud sono trentasei giusti nascosti, per ogni generazione, che sorreggono il mondo impedendo il sopravvento del male e la sua conseguente distruzione.

Leggi tutto l’articolo de Il coordinamento pedagogico Fism su La Libertà del 10 ottobre

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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