Reggiolo: Villa Manfredini tra passato e futuro-presentato il volume di Franco Canova

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Villa Manfredini tra passato e futuro

Presentato il libro curato da Franco Canova sulla storica villa reggiolese di proprietà della Famiglia Storchi, ora sede di un risto-bistrò che ha ottenuto la prestigiosa segnalazione dalla Guida de L’Espresso 2019

La storica Villa Manfredini, costruita nel 1600 a Reggiolo dai conti Cattanei, rappresenta l’identità di questo laborioso comune della Bassa reggiana ed è un punto di riferimento irrinunciabile – insieme alla Rocca, a Palazzo Sartoretti e al Teatro comunale Rinaldi – che nemmeno il terribile sisma del 2012 è riuscito ad abbattere.

La lunga ed affascinante storia dell’antico edificio padronale, passato dalle mani di importanti personalità locali e diventato proprietà nel 1992 dei fratelli Fabio e Fabrizio Storchi, è stata raccontata dallo storico reggiolese Franco Canova, che ha curato anche la pubblicazione presentata in villa questa settimana alla presenza dell’autore, del sindaco di Reggiolo Roberto Angeli, dell’assessore alla Cultura e Ricostruzione Franco Albinelli e delle famiglie Storchi.

“Il corposo volume, che si apre con la prefazione del critico d’arte Vittorio Sgarbi, da anni amico affezionato di Reggiolo ed estimatore del suo patrimonio storico e artistico – ha spiegato l’assessore Albinelli – testimonia l’importante opera di recupero del palazzo seicentesco che ha portato a nuova vita anche i preziosi affreschi e i fregi ottocenteschi”.

L’opera contiene anche una straordinaria raccolta di fotografie storiche inedite, donate dalla signora Zeffirina Bedogni, nipote del cavalier Manfredini, all’Amministrazione comunale, che descrivono la storia dell’edificio e la vita a Reggiolo già alla fine del XIX secolo: le carrozze trainate dai cavalli che attraversano le strade del paese, via Matteotti e i suoi portici, via Roma e piazza Martiri con il municipio inesorabilmente perduto. E ancora Palazzo Sartoretti, il mercato del venerdì con le bancarelle sulla piazza e le scene di vita quotidiana di un passato che rappresenta la storia di una Comunità “la cui capacità di reagire al tragico terremoto del 2012 – ha sottolineato Fabio Storchi, proprietario della villa e sostenitore della pubblicazione – rappresenta quella capacità di fare insieme in grado di restituirci un paese più bello e più sostenibile”.

Villa Manfredini, oggi sede dell’apprezzato Stradora ristrò e cocktail, segnalato anche dalla prestigiosa Guida de L’Espresso 2019, grazie alla gestione di Elena Storchi, figlia di Fabio, e del marito Marco Ricchetti, ospita nelle antiche sale una straordinaria collezione di grandi opere del pittore di Campegine Alfonso Borghi, ispirate al regista romagnolo Federico Fellini, ospite della villa alla fine degli Anni ’80, mentre nel parco secolare spiccano i grandi bronzi dell’artista Mauro Pavesi, definito dai critici, “umanista” per la sua capacità di coniugare tradizione e modernità.

 

Villa Manfredini. Cenni storici

La Villa Manfredini sorge a est dell’antico Castello di Reggiolo, poco distante dal vecchio fossato orientale. La zona, oggi circondata da una muraglia, comprende la Villa, al centro, con ampio viale d’accesso e a nord i fabbricati dell’Albergo Nàbila, un tempo rustici della casa dell’affittuario.

Fu costruita quasi certamente dai conti Cattanei, che possedevano molte terre nel Reggiolese e che si imparentarono tramite una loro discendente nel corso del 1600 con Annibale Facchini dei conti Roncaglia. Compare così nei documenti come villa Facchini Roncaglia.

Nel corso del ‘700 divenne un possedimento della Causa Pia Manfredini. Fu ampliata e abbellita come diverse altre ville e palazzi di Reggiolo nel Settecento, il secolo che ebbe il maggior sviluppo edilizio nel paese. Furono

ampliate o ristrutturate: le ville Gorna, Fassati, Aurelia, Zuccona, Pironde; i palazzi Riva, Trivelli (Barchessone), Sartoretti; il teatro Comunale e la Casa Municipale; le case padronali Ranaro, Berna, Bondanazzo, Gollina, Palazzolo; i casini dei Giorgi, dei Taffurelli, dei Veneri; e molte Corti rurali.

Morselli Gino, che acquistò nel 1986 la Villa dalla vedova di Giuseppe Manfredini, Dimma Bedogni, vi aprì il Ristorante “Ai Pavoni” e un Albergo, denominandolo “Nàbila”.

Il ristorante poi divenne il rinomato “Rigoletto” con lo chef Gianni D’Amato.

I fratelli Storchi, che hanno acquistato la Villa nel 1992 da Morselli Gino, vi hanno lasciato il ristorante e l’albergo in funzione, quando il terremoto del maggio 2012 ha reso inagibile la villa.

La Regione Emilia Romagna ha concesso il contributo alla ristrutturazione dell’immobile.

All’interno della Villa è stato aperto lo Stradora, il “Ristrò & Cocktail”, gestito dalla figlia di Fabio Storchi, Elena, insieme al marito Marco Ricchetti.

Pubblicato in Articoli, Associazioni

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